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Scommesse, report OddShield: 390 alert di integrità in 68 Paesi, il 40% riguarda il calcio giovanile 


Nel mese di giugno 2026 sono stati registrati 390 alert di integrità in 8 discipline sportive e 68 Paesi o territori. Il calcio rappresenta la quasi totalità dei casi, con 371 segnalazioni (95,1%), mentre il 39% degli alert riguarda competizioni giovanili, riserve o categorie giovanili. Sono i dati contenuti nello Sports Integrity Monitoring Report di giugno 2026, realizzato dallo Sport Integrity Team sulla base del monitoraggio della piattaforma OddShield e delle segnalazioni provenienti da bookmaker operanti in diverse giurisdizioni.  

Il report sottolinea che il calo rispetto ai 475 alert registrati a maggio non rappresenta una diminuzione dell’attività sospetta, ma è dovuto principalmente alla conclusione di numerosi campionati europei con l’avvio della Coppa del Mondo FIFA. Secondo gli autori, le competizioni rimaste attive continuano invece a generare un numero di anomalie tale da destare preoccupazione.  

A commentare i dati è Francesco Baranca, fondatore di OddShield ed esperto di integrità sportiva, che richiama l’attenzione su un fenomeno strutturale. “Mentre il mondo guardava la Coppa del Mondo”, scrive, il mercato delle scommesse “estendeva Nel mese di giugno 2026 sono stati registrati 390 alert di integrità in 8 discipline sportive e 68 Paesi o territori. Il calcio rappresenta la quasi totalità dei casi, con 371 segnalazioni (95,1%), mentre il 39% degli alert riguarda competizioni giovanili, riserve o categorie giovanili. Sono i dati contenuti nello Sports Integrity Monitoring Report di giugno 2026, realizzato dallo Sport Integrity Team sulla base del monitoraggio della piattaforma OddShield e delle segnalazioni provenienti da bookmaker operanti in diverse giurisdizioni.  

Il report sottolinea che il calo rispetto ai 475 alert registrati a maggio non rappresenta una diminuzione dell’attività sospetta, ma è dovuto principalmente alla conclusione di numerosi campionati europei con l’avvio della Coppa del Mondo FIFA. Secondo gli autori, le competizioni rimaste attive continuano invece a generare un numero di anomalie tale da destare preoccupazione.  

A commentare i dati è Francesco Baranca, fondatore di OddShield ed esperto di integrità sportiva, che richiama l’attenzione su un fenomeno strutturale. “Mentre il mondo guardava la Coppa del Mondo il mercato delle scommesse “estendeva silenziosamente la propria copertura verso competizioni prive di infrastrutture di integrità, di risorse per il monitoraggio e, in alcuni casi, inconsapevoli perfino di essere offerte come prodotti di scommessa”.

Tra gli aspetti evidenziati dal report emerge la crescente esposizione delle competizioni giovanili. Nel calcio, il 40,2% degli alert riguarda infatti tornei Under, giovanili o riserve, una quota superiore al 35,5% registrato nel mese precedente. Secondo gli autori, questa crescita non sarebbe necessariamente indice di un aumento dei tentativi di manipolazione, quanto piuttosto dell’espansione dell’offerta di scommesse verso competizioni con minori strumenti di tutela.  

Il Brasile è il Paese con il maggior numero di alert calcistici nel mese (43), seguito da Australia (35) e Argentina (31). Nel caso brasiliano, 27 delle 43 segnalazioni hanno riguardato competizioni Under 20, mentre in Argentina l’81% degli alert si concentra nei campionati riserve e nelle categorie inferiori. Tra gli altri casi richiamati figurano la Norvegia, dove sei dei sette alert riguardano il calcio giovanile, e il Myanmar, con otto segnalazioni su nove riferite a tornei giovanili o riserve.  

Una parte significativa del rapporto è dedicata anche alle partite amichevoli. A giugno sono state registrate 13 gare di questo tipo con movimenti anomali delle quote. Secondo gli autori, si tratta di un fenomeno noto da circa quindici anni, favorito dalla presenza di osservatori incaricati della raccolta dati su incontri disputati spesso in impianti vuoti e con limitati controlli. Il report sostiene che l’offerta commerciale di questi eventi continui nonostante le criticità ormai documentate.  

Baranca collega questi elementi a una riflessione più ampia sul ruolo dei fornitori di dati sportivi. Nel suo intervento sostiene che esista un conflitto di interessi strutturale quando gli stessi soggetti che rendono possibile la commercializzazione delle competizioni attraverso i propri feed vendono anche servizi di monitoraggio dell’integrità alle federazioni sportive. Una situazione che, secondo l’esperto, rischia di amplificarsi ulteriormente con l’espansione dei cosiddetti mercati previsionali.

Il report precisa che gli alert non costituiscono prove di combine o manipolazione accertata, ma rappresentano eventi caratterizzati da pattern di scommessa ritenuti anomali sulla base dell’analisi automatizzata della piattaforma OddShield e delle informazioni condivise dagli operatori autorizzati. Gli autori ribadiscono tuttavia che ogni nuova competizione inserita nei mercati di scommessa senza un adeguato sistema di integrità rappresenta una nuova superficie di rischio per possibili manipolazioni.  silenziosamente la propria copertura verso competizioni prive di infrastrutture di integrità, di risorse per il monitoraggio e, in alcuni casi, inconsapevoli perfino di essere offerte come prodotti di scommessa”.

Tra gli aspetti evidenziati dal report emerge la crescente esposizione delle competizioni giovanili. Nel calcio, il 40,2% degli alert riguarda infatti tornei Under, giovanili o riserve, una quota superiore al 35,5% registrato nel mese precedente. Secondo gli autori, questa crescita non sarebbe necessariamente indice di un aumento dei tentativi di manipolazione, quanto piuttosto dell’espansione dell’offerta di scommesse verso competizioni con minori strumenti di tutela.  

Il Brasile è il Paese con il maggior numero di alert calcistici nel mese (43), seguito da Australia (35) e Argentina (31). Nel caso brasiliano, 27 delle 43 segnalazioni hanno riguardato competizioni Under 20, mentre in Argentina l’81% degli alert si concentra nei campionati riserve e nelle categorie inferiori. Tra gli altri casi richiamati figurano la Norvegia, dove sei dei sette alert riguardano il calcio giovanile, e il Myanmar, con otto segnalazioni su nove riferite a tornei giovanili o riserve.  

Una parte significativa del rapporto è dedicata anche alle partite amichevoli. A giugno sono state registrate 13 gare di questo tipo con movimenti anomali delle quote. Secondo gli autori, si tratta di un fenomeno noto da circa quindici anni, favorito dalla presenza di osservatori incaricati della raccolta dati su incontri disputati spesso in impianti vuoti e con limitati controlli. Il report sostiene che l’offerta commerciale di questi eventi continui nonostante le criticità ormai documentate.  

Baranca collega questi elementi a una riflessione più ampia sul ruolo dei fornitori di dati sportivi. Nel suo intervento sostiene che esista un conflitto di interessi strutturale quando gli stessi soggetti che rendono possibile la commercializzazione delle competizioni attraverso i propri feed vendono anche servizi di monitoraggio dell’integrità alle federazioni sportive. Una situazione che, secondo l’esperto, rischia di amplificarsi ulteriormente con l’espansione dei cosiddetti mercati previsionali.

Il report precisa che gli alert non costituiscono prove di combine o manipolazione accertata, ma rappresentano eventi caratterizzati da pattern di scommessa ritenuti anomali sulla base dell’analisi automatizzata della piattaforma OddShield e delle informazioni condivise dagli operatori autorizzati. Gli autori ribadiscono tuttavia che ogni nuova competizione inserita nei mercati di scommessa senza un adeguato sistema di integrità rappresenta una nuova superficie di rischio per possibili manipolazioni. 

Redazione Jamma
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