HomePoliticaGioco fisico, la riforma si allontana ancora: verso lo stop del Governo...

Gioco fisico, la riforma si allontana ancora: verso lo stop del Governo e nuove proroghe delle concessioni

Il riordino del gioco fisico rischia di fermarsi ancora una volta. Dopo il completamento della riforma del gioco online, il percorso di revisione delle regole per scommesse, sale bingo e apparecchi da intrattenimento potrebbe non arrivare al traguardo entro la scadenza della delega fiscale. È quanto emerge dalle indiscrezioni pubblicate da Il Sole 24 Ore, secondo cui il decreto attuativo predisposto dal Ministero dell’Economia non avrebbe ottenuto il necessario via libera politico, aprendo così la strada a un possibile rinvio dell’intero intervento.

Si tratterebbe dell’ennesimo stop per una riforma attesa da anni dagli operatori del settore, chiamata a sciogliere nodi storici come quello della distribuzione territoriale dell’offerta di gioco e della convivenza tra normativa statale e regolamentazioni locali. Un quadro che continua a caratterizzarsi per forte incertezza e che rischia di prolungarsi ulteriormente.

Al centro delle difficoltà vi sarebbe soprattutto il tema delle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili. L’ipotesi elaborata dai tecnici del Ministero dell’Economia prevedeva un sistema di distanziamento differenziato tra punti vendita specializzati e generalisti. Per i primi si sarebbe parlato di 100 metri in linea d’aria, corrispondenti a circa 150 metri pedonali, mentre per i secondi la distanza sarebbe salita a 200 metri in linea d’aria, equivalenti a circa 250 metri percorribili.

Una soluzione che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare un compromesso tra le esigenze di tutela sociale e la necessità di preservare la sostenibilità economica della rete legale. Tuttavia, secondo le valutazioni riportate dal quotidiano economico, l’impatto sulle attività esistenti sarebbe stato particolarmente significativo, determinando una consistente riduzione del numero di punti di gioco autorizzati e, di conseguenza, un’importante contrazione del gettito erariale.

Le stime elaborate durante il confronto tecnico parlano infatti di una possibile perdita compresa tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro, a seconda dell’ampiezza delle limitazioni territoriali adottate. Numeri che avrebbero contribuito a rendere particolarmente complessa l’approvazione definitiva del provvedimento.

La mancata attuazione della riforma comporterebbe inoltre effetti immediati sul sistema concessorio. In assenza di nuove regole, il Governo sarebbe infatti costretto a intervenire nuovamente con proroghe delle concessioni già scadute o in scadenza nel comparto delle scommesse, del bingo e degli apparecchi da intrattenimento.

Una situazione che gli operatori denunciano da tempo, sostenendo come il continuo ricorso alle proroghe finisca per alimentare l’incertezza degli investimenti e rallentare il processo di modernizzazione del settore. Non solo. Il protrarsi dell’attuale quadro normativo viene considerato da molti osservatori un fattore che favorisce indirettamente l’espansione dell’offerta illegale.

Secondo le stime richiamate nell’articolo, il mercato clandestino del gioco avrebbe ormai raggiunto una raccolta superiore ai 30 miliardi di euro annui. Risorse che sfuggono ai controlli dello Stato, alle norme di tutela dei consumatori e al sistema di prevenzione del riciclaggio.

Anche sul fronte delle entrate pubbliche emergono segnali di difficoltà. I dati più recenti del Dipartimento delle Finanze evidenzierebbero infatti una flessione del gettito del comparto del 7,4% nei primi tre mesi del 2026, pari a circa 101 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A ciò si aggiunge il tema delle future gare concessorie. Il riordino avrebbe dovuto rappresentare il presupposto per l’avvio di nuove procedure di assegnazione delle concessioni, in grado di garantire entrate straordinarie particolarmente rilevanti per le casse pubbliche. Le ipotesi elaborate durante i lavori preparatori indicavano per il comparto delle scommesse un potenziale gettito superiore ai 2 miliardi di euro, cui si sarebbero aggiunti circa 2,3 miliardi derivanti dalla gara per il rinnovo della concessione del Lotto.

La prospettiva di un nuovo rinvio rischia dunque di avere effetti che vanno ben oltre il solo settore del gioco. Da un lato rimangono irrisolti i problemi legati all’omogeneità delle regole sul territorio nazionale e alla tutela dei luoghi sensibili; dall’altro si allontana ancora una volta l’obiettivo di una riorganizzazione complessiva del mercato capace di garantire maggiore certezza agli operatori, rafforzare il contrasto all’illegalità e assicurare nuove risorse alle finanze pubbliche.

Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, il gioco fisico resterebbe quindi l’unico grande capitolo della delega fiscale ancora senza una riforma organica, mentre il settore continuerebbe a operare all’interno di un quadro regolatorio transitorio destinato, ancora una volta, a essere prorogato.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli