Per la prima volta, nel 2025 la spesa dei danesi per i casinò online ha superato quella destinata alle lotterie, che fino a oggi erano state il segmento di gioco preferito nel Paese. È quanto emerge dal rapporto “Il mercato del gioco d’azzardo in cifre 2025” pubblicato dall’Autorità danese per il gioco (Spillemyndigheden).
Secondo il rapporto, i casinò online hanno registrato nel 2025 un ricavo lordo di gioco (GGR) pari a 4,309 miliardi di corone danesi, conquistando il primo posto tra i diversi comparti del mercato del gioco. Al secondo posto si collocano le lotterie in regime di monopolio, come Lotto, lotterie tradizionali e gratta e vinci, con un ricavo lordo di 3,492 miliardi di corone.

Si tratta della prima volta che il gioco nei casinò online raggiunge la vetta della classifica delle preferenze dei giocatori danesi. Dalla parziale liberalizzazione del mercato del gioco, avvenuta nel 2012, il primato era sempre stato mantenuto dalle lotterie.
I dati relativi al 2025 confermano anche il costante aumento della quota di gioco effettuata attraverso internet. Nel corso dell’anno, il 73% dell’intero mercato del gioco si è svolto tramite computer o dispositivi mobili, in crescita rispetto al 70% registrato nel 2024. Il dato evidenzia il progressivo spostamento delle abitudini dei giocatori verso le piattaforme digitali.

L’edizione 2025 del rapporto introduce inoltre un nuovo segmento di mercato. Dal 1° gennaio 2025 il bingo terrestre è stato liberalizzato in Danimarca e, di conseguenza, i risultati economici di questa attività vengono inclusi per la prima volta nella rilevazione ufficiale dell’Autorità danese per il gioco.
Il rapporto adotta anche un nuovo criterio di adeguamento dei ricavi lordi di gioco. I valori sono ora aggiornati ai livelli del 2026, utilizzando come riferimento l’andamento del prodotto interno lordo (PIL) danese, secondo quanto riportato nella Relazione economica del Ministero dell’Economia del dicembre 2025. La nuova metodologia è allineata a quella utilizzata dall’intero gruppo del Ministero delle Imposte e della Crescita e potrebbe determinare differenze rispetto ai dati pubblicati nelle edizioni precedenti del rapporto.







