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Riordino del gioco, de Bertoldi (Lega): “Meglio una proroga che una riforma affrettata. Stop ai distanziometri e regole uguali in tutta Italia”

Meglio una proroga tecnica delle concessioni che una riforma approvata in tempi stretti e destinata a produrre effetti distorsivi sul mercato. È questa una delle indicazioni più nette emerse dall’intervento del deputato della Lega Andrea de Bertoldi durante il webinar “Gioco d’azzardo: il rebus normativo e le esigenze dei territori”, promosso da Avviso Pubblico in collaborazione con la Regione del Veneto.

Rispondendo al tema del riordino del gioco pubblico, de Bertoldi ha chiarito fin dall’inizio il proprio approccio culturale e politico. “Sono un liberale conservatore”, ha affermato, spiegando che il punto di partenza della sua riflessione è la tutela della libertà individuale, accompagnata da un efficace sistema di controlli contro le degenerazioni patologiche, e non un’impostazione proibizionista.

Il parlamentare ha rivolto una critica trasversale alla politica degli ultimi decenni, sostenendo che maggioranza e opposizione abbiano spesso affrontato il tema del gioco seguendo il consenso dell’opinione pubblica piuttosto che i dati oggettivi. Per questo ha apprezzato l’impostazione del webinar, incentrata sull’analisi delle evidenze statistiche relative all’evoluzione del mercato.

Secondo de Bertoldi, proprio i numeri dimostrano come molte convinzioni diffuse non trovino conferma nella realtà. Richiamando la recente Relazione al Parlamento sulle dipendenze presentata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, ha evidenziato che il disturbo da gioco rappresenta una quota inferiore rispetto ad altre dipendenze trattate dai servizi sanitari, come quelle legate a droghe, tabacco e alcol.

Ha inoltre osservato che, all’interno del comparto del gioco, le AWP – spesso indicate nel dibattito pubblico come principale causa della ludopatia – risultano invece collocate tra gli ultimi prodotti coinvolti nei percorsi di cura, mentre altre tipologie di gioco presentano un’incidenza maggiore. Secondo il deputato, questi dati dimostrano come la politica abbia costruito negli anni una narrazione che non corrisponde pienamente alla realtà del fenomeno.

Entrando nel merito del riordino, de Bertoldi ha ribadito la propria contrarietà ai distanziometri e alle limitazioni orarie. A suo giudizio, non spetta allo Stato decidere quando e dove un cittadino possa svolgere attività lecite come giocare, bere un bicchiere di vino o fumare un sigaro. Il compito delle istituzioni, ha spiegato, deve essere quello di intervenire quando tali comportamenti degenerano in forme patologiche, non quello di limitarne preventivamente l’esercizio.

Per rafforzare questa tesi ha richiamato un confronto con altri fenomeni di consumo, osservando che alcol e tabacco presentano un’incidenza sulle dipendenze superiore rispetto al gioco, senza che vengano disciplinati attraverso strumenti analoghi ai distanziometri. Secondo de Bertoldi, un approccio coerente imporrebbe allora restrizioni simili anche per questi prodotti, circostanza che egli considera incompatibile con una visione liberale dello Stato.

Il deputato ha poi evidenziato come i distanziometri risultino ancora meno efficaci nell’attuale contesto, caratterizzato dalla rapida crescita del gioco online. “Siamo nell’epoca dell’online”, ha osservato, ricordando che oggi chiunque, anche un giovane, può accedere al gioco attraverso uno smartphone. Di conseguenza, concentrare l’attenzione esclusivamente sulla localizzazione delle sale o sugli orari di apertura significa affrontare un problema ormai profondamente cambiato.

Secondo de Bertoldi, la prevenzione dovrebbe invece fondarsi sul ruolo degli operatori del gioco legale, che ha definito le prime sentinelle del sistema. I gestori, attraverso specifici percorsi di formazione, dovrebbero essere messi nelle condizioni di individuare tempestivamente situazioni di rischio ed evitare che soggetti problematici continuino a giocare.

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata anche agli aspetti economici e fiscali della riforma. Da commercialista, de Bertoldi ha sottolineato che il gioco online beneficia oggi di una tassazione sul margine, più favorevole rispetto al sistema applicato al gioco fisico. Questo, a suo giudizio, contribuisce allo spostamento della raccolta verso il canale digitale, mentre il gettito erariale rimane sostanzialmente stabile.

Per questa ragione ha rivolto una precisa raccomandazione al Ministero dell’Economia e al viceministro Maurizio Leo. Secondo il deputato, la futura riforma dovrà evitare che i requisiti previsti per le concessioni determinino un’eccessiva concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi operatori internazionali. Se gli stessi soggetti dovessero controllare contemporaneamente il gioco online e quello fisico, ha spiegato, avrebbero un interesse economico a indirizzare i giocatori verso il canale digitale, fiscalmente più conveniente.

Uno scenario che, secondo de Bertoldi, produrrebbe un duplice effetto negativo: da un lato una possibile maggiore esposizione dei giocatori al gioco online e, dall’altro, una riduzione del gettito per lo Stato, oltre a penalizzare le piccole e medie imprese italiane che oggi operano nel settore.

Il parlamentare ha affrontato anche il tema del rapporto tra Stato e autonomie territoriali. Pur dichiarandosi un convinto sostenitore dell’autonomia e rappresentante della Provincia autonoma di Trento, ha sostenuto che il gioco pubblico costituisce una materia di interesse nazionale e che, proprio per questo, debba essere disciplinata in maniera uniforme.

L’attuale differenziazione tra Regioni e Comuni, ha affermato, genera distorsioni della concorrenza, determinando situazioni nelle quali operatori localizzati a poche centinaia di metri di distanza sono sottoposti a regole completamente diverse esclusivamente per effetto del confine amministrativo.

Nelle conclusioni de Bertoldi ha affrontato direttamente il tema dei tempi del riordino. A suo giudizio, se non vi saranno le condizioni per approvare una riforma completa e ben strutturata, sarà preferibile ricorrere a una proroga tecnica delle concessioni piuttosto che approvare un provvedimento durante il periodo estivo senza un adeguato approfondimento.

Infine ha ribadito che il riordino del gioco fisico non dovrebbe essere affrontato separatamente da quello del gioco online. Considerata la crescita costante del canale digitale, ha concluso, le due riforme dovrebbero procedere parallelamente per garantire equilibrio competitivo, tutela degli operatori e sostenibilità del sistema.

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