In occasione dell’Esports World Cup 2026, in programma a Parigi dal 6 luglio al 23 agosto, l’Autorité Nationale des Jeux (ANJ) ha ricordato che in Francia le scommesse sulle competizioni di eSport non sono autorizzate. L’Autorità invita quindi i consumatori a prestare particolare attenzione alle offerte illegali di gioco che potrebbero proliferare durante lo svolgimento della manifestazione.
L’Esports World Cup rappresenta il più importante evento internazionale dedicato agli sport elettronici. L’edizione 2026 mette in palio un montepremi superiore a 75 milioni di dollari, il più elevato mai assegnato nella storia degli eSport, e prevede lo svolgimento di 25 tornei distribuiti su 24 videogiochi nell’arco di sette settimane, garantendo un calendario quasi ininterrotto di competizioni.
Secondo l’ANJ, la portata dell’evento e la sua ampia visibilità mediatica potrebbero determinare un aumento delle offerte di scommesse illegali, soprattutto considerando che in Francia la comunità degli appassionati di eSport supera i 12 milioni di giocatori e presenta una forte presenza di giovani.
L’Autorità ribadisce che le competizioni di eSport non rientrano tra gli eventi sui quali è consentito raccogliere scommesse nel mercato regolamentato francese. Di conseguenza, qualsiasi proposta di puntata su questi tornei proviene da operatori non autorizzati e comporta i rischi tipici del gioco illegale.
Tra questi, l’ANJ richiama l’assenza di garanzie per i consumatori, la mancanza di tutela in caso di controversie, il rischio di mancato pagamento delle vincite, la possibile esposizione a frodi e la totale assenza degli strumenti di protezione previsti per il gioco regolamentato, come i limiti di deposito, le misure di autoesclusione e i controlli sull’identità dei giocatori.
Con questo richiamo, l’Autorità francese intende sensibilizzare il pubblico, in particolare quello più giovane, affinché non si lasci attrarre da piattaforme che sfruttano la popolarità dell’Esports World Cup per promuovere offerte di gioco non autorizzate, ricordando che solo gli operatori titolari di una licenza possono offrire giochi e scommesse nel rispetto delle norme di tutela dei consumatori.






