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Tribunale di Catania sui “punti di sponsorizzazione”

In: CED e CTD, Scommesse

9 febbraio 2015 - 07:58


ripamontins

(Jamma) – Depositate il 15 gennaio 2015 le motivazioni dell’Ordinanza del Tribunale del Riesame di Catania, che accogliendo le tesi dell’avv. Marco Ripamonti, difensore di titolare di CED collegato a Goldbet, ha delineato una inedita tipologia di operatore che, in collegamento ad un bookmaker comunitario esercitante attività trasfrontaliera, collabori con quest’ultimo in forza di apposito contratto, senza attuare intermediazione.

Il Collegio, in sintesi, ha affermato l’insussistenza del fumus del reato a prescindere dalla nota questione discriminatoria, riconoscendo invece la fondatezza delle tesi difensive sulla base della carenza di attività di intermediazione da parte del titolare del CED, affermando come in tale ipotesi, anche a prescindere da eventuale attività di internet point, il centro dotato di contratto di collaborazione che operi senza svolgere attività di intermediazione, possa procedere anche in difetto di licenza ex art.88 tulps e di concessione italiana in capo alla società preponente.
Si tratta, come ha precisato il difensore, di un’interessante pronuncia che, sempre secondo Ripamonti, riconosce l’attività trasfrontaliera in sè che può essere evidentemente svolta all’esterno del circuito concessorio, purchè naturalmente non venga esercitata attività di intermediazione. Un’ordinanza, quindi, ha aggiunto il difensore, suscettibile di rendere attuabili nuove formule di collaborazione nella piena liceità.

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