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Stati Uniti, studio dimostra che più opportunità di gioco non favoriscono la dipendenza

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Online, Scommesse

10 novembre 2014 - 13:32


Concept - online poker

(Jamma) – Un nuovo studio contraddice il timore che l’espansione delle scommesse online e dell’industria dei casinò debbano necessariamente condurre a più problemi di dipendenza legati al gioco d’azzardo.

 

Solitamente gli Stati Uniti sono sempre un passo avanti a tutti, ma non quando si tratta di gioco d’azzardo online. Negli ultimi dieci anni il settore dei casinò online e mobile è esploso in Europa, mentre l’America non ha ancora pienamente abbracciato questo settore.

 

La “Terra della Libertà” non permette ai suoi cittadini di spendere i propri soldi su internet nei giochi quali poker, slot machine, roulette, scommesse sportive o qualsiasi altro gioco di casinò virtuale, tranne che in alcuni stati – New Jersey, Delaware e Nevada. Questi tre stati, infatti, hanno legalizzato il gioco d’azzardo on-line per contribuire ad aumentare le loro entrate fiscali e anche gli altri, ora, stanno iniziando a prendere in considerazione questa ipotesi seguendo il loro esempio.

 

I critici e gli attivisti anti-casinò hanno espresso vive preoccupazioni per l’espansione del settore del gioco d’azzardo in America. Hanno paura che i cittadini possano avere, a portata di click, l’accesso immediato ai casinò, con conseguente aumento di crimini e dipendenza dal gioco.  Un recente sondaggio condotto dalla University at Buffalo Research Institute on Addictions (RIA) potrebbe però dimostrare che si sbagliano.

 

Legalizzare il gioco d’azzardo su internet negli Stati Uniti non avrebbe quegli effetti devastanti che tanto stanno facendo preoccupare, hanno concluso i ricercatori, Nel corso di una prima indagine, tra il 1999 e il 2000, sono state intervistate 2.613 persone. La seconda, con un totale di 2.963 soggetti intervistati, è stata effettuata un decennio più tardi, tra il 2011 e il 2013.

 

Sono state chieste a queste persone le loro abitudini di gioco, i ricercatori erano curiosi di scoprire la frequenza con cui giocavano e quali tipi di giochi d’azzardo preferivano. Così sono iniziate domande su una vasta gamma di attività di gioco tra cui le lotterie, bingo, giochi di carte, slot machine, casinò, gioco d’azzardo su internet, così come le scommesse sugli sport, corse di cavalli e gare dei cani.

 

La scoperta è stata sorprendente: anche se c’è stato un aumento delle opportunità di gioco nel corso degli anni, la percentuale di giocatori problematici è rimasta invariata. Avere più opzioni non significa, quindi, che i giocatori giocheranno più; significa solo che avranno una più ampia varietà di prodotti tra cui scegliere.

 

I giocatori problematici presentano una serie di sintomi che possono essere piuttosto difficili da individuare all’inizio. Tutto il loro comportamento cambia, ma questo avviene lentamente e la gente spesso da la colpa a qualcosa d’altro piuttosto che alle loro abitudini di gioco.

 

Quando le cose scivolano fuori controllo, la gente comincia a pensare sempre di più al gioco. Sentono sempre più il bisogno di aumentare le proprie scommesse, per alimentare il brivido. Non è raro per loro mentire – a se stessi e a coloro che li circondano – dicendo di essere in grado di fermarsi ogni volta che vogliono.

 

Nel loro recente studio, gli esperti hanno utilizzato un diverso criterio per stabilire come la varietà delle scelte influenza il comportamento di un giocatore d’azzardo, e non hanno trovato cambiamenti statisticamente significativi. Il tasso del gioco d’azzardo problematico è rimasto in una gamma che va dal 3,5% al 5,5%, mentre la ludopatia si attesta tra l’1% ed il 2,4%. L’indagine ha mostrato anche che il gioco d’azzardo problematico tra le donne è diminuito dal 2,9 al 2,5 per cento.

 

Un’altra cosa interessante che i ricercatori hanno scoperto è che la partecipazione complessiva al gioco d’azzardo è diminuita negli ultimi dieci anni. Nel 1999-2000, l’82,2% degli intervistati ha dichiarato di scommettere. Nel 2013, tale tasso era sceso ad appena il 76,9%. Hanno anche scommesso meno di prima, da una media di 59,9 giorni all’anno nel 1999 a 53,7 giorni negli ultimi anni.

 

“Abbiamo confrontato i risultati di due indagini telefoniche a livello nazionale. Non abbiamo trovato alcun significativo aumento dei tassi di gioco d’azzardo problematico negli Stati Uniti, nonostante un aumento a livello nazionale delle opportunità di gioco” ha detto ai giornalisti il ricercatore senior John W. Welte, PhD, In conclusione, non vi è nulla di male nel legalizzare il gioco d’azzardo su internet anche negli Stati Uniti. In realtà, potrebbe effettivamente aiutare portando un aumento del gettito fiscale e dando ai legislatori la possibilità di avere un migliore controllo sul settore.

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