Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Sindacato Nazionale Ricevitori aderente FeLSA-CISL: “Ancora una sonora sconfitta per l’Italia in Europa nel settore delle scommesse”

In: Scommesse

18 febbraio 2012 - 12:02


snr

(Jamma) – Per il Sindacato Nazionale Ricevitori aderente FeLSA-CISL, dopo la sentenza “Gambelli” del 2003 e la sentenza “Placanica” del 2007, è arrivata la sentenza sui casi “Costa-Cifone” il 16 febbraio 2012 dalla Corte di Giustizia della U.E.

a fare chiarezza in modo inequivocabile sulla liceità degli operatori aventi sede in uno dei paesi dell’U.E. anche se – scrive il sindacato in una nota inviata alla redazione – in base alla costante giurisprudenza della Corte stessa, spetta ai giudici nazionali verificare caso per caso la compatibilità delle norme interne con quelle comunitarie ed in situazioni di difformità disapplicare la legge italiana in favore di quella dell’U.E.

Certo – continua il comunicato – tale sentenza ha prodotto subito i suoi effetti: il giorno seguente il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Roma, insieme alla Procura, ha praticamente assolto il titolare di un centro affiliato ad un operatore comunitario – nella fattispecie, Stanleybet – per insussistenza di reato.
E’ il caso di ricordare che, su tutto il territorio nazionale, già sono numerosissime le sentenze di assoluzione per mancanza di fatti o reati che senza giungere fino alla Corte di Giustizia Europea, hanno dato ragione a quei ricevitori-tabaccai ed operatori che hanno voluto e avuto il coraggio di lottare fino in fondo, mentre altri contenziosi sono ancora pendenti in sede comunitaria e che senza dubbio avranno giustizia e successo come i casi sopracitati.
In sostanza, come già affermato in precedenza in altri nostri comunicati, dal 1999 ad oggi la politica e l’amministrazione dei giochi in Italia è stata inadeguata, carente e dannosa, per l’Erario che ha perso ottime opportunità, per il mercato che non è stato soddisfatto e per i ricevitori che sono stati tagliati fuori, nonostante le raccomandazioni di tutela richieste dal Parlamento.
Ci sono precise responsabilità degli organi amministrativi e di governo che non hanno voluto fare affidamento su una rete efficiente di ricevitori che da sempre hanno servito lo Stato, ma hanno consentito con le loro scelte l’inserimento di soggetti non solo inesperti, ma spesso di dubbia provenienza.
Ci domandiamo:
Fino a quando durerà questo dispendioso percorso ostinatamente voluto dallo Stato?
E’ giusto continuare a pagare sanzioni economiche imposte all’Italia dagli organi comunitari?
E’ giusto sperperare ingenti quantità di denaro pubblico in un momento così difficile per il nostro paese?

Inoltre riteniamo che al momento non ci sono le condizioni per un altro bando di gara, specialmente se fatto sulla falsa riga dei precedenti, in quanto 7000 nuovi punti, attivati solo per esigenze immediate di cassa, andrebbero ad insediarsi in un mercato già sofferente per tutti, nessuno escluso. Infatti non sono stati ancora attivati tutti i punti previsti dal bando Bersani, anche se lacunoso, e si pensa di poter avere successo con un nuovo bando?
Vogliamo sperare che al più presto ci sia un tavolo di lavoro dove potersi confrontare e trovare le migliori soluzioni nell’interesse generale degli operatori, dei raccoglitori di gioco e dei ricevitori-tabaccai.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito