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Scommesse. Cassazione: “Operatori di gioco online non sono tenuti a versare tasse in Italia”

In: Online, Scommesse

24 gennaio 2014 - 16:24


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(Jamma) Il possesso di una concessione italiana per il gioco online non è una condizione sufficiente perché una compagnia possa essere considerata soggetto passivo dell’imposta sul reddito ai sensi dell’art. 73 T.U.I.R., in quanto il dato formale della “nazionalità” della concessione – o del mercato di riferimento – non si concilia con la definizione di “oggetto principale” desumibile dal dettato della norma. L’oggetto principale – ovvero quello che la stessa norma definisce come “l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto” – coincide con l’attività concretamente svolta, mentre la concessione costituisce solo un presupposto per esercitare tale attività. Mel caso di un operatore online “l’oggetto principale … è la gestione della piattaforma di gioco” e “tale concreta attività non viene svolta in Italia, ma interamente all’estero e da soggetti esteri”. E’ quanto ha affermato la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione in una sentenza del 17 gennaio scorso , in cui ha affrontato il caso di una società maltese, nei cui confronti il Tribunale di Varese aveva avviato un procedimento per evasione fiscale, accompagnato dal sequestro di un conto corrente bancario su cui erano depositati 14 milioni di euro. In sostanza, per la Suprema Corte, un operatore di gioco con concessione italiana non è tenuto a pagare le tasse in Italia se dimostra che  l’attività principale non viene svolta nel Belpaese. Inoltre, tale soggetto non commette alcun reato valutario se trasferisce somme di denaro dall’Italia verso altri paesi. “La normativa di settore” si legge nella sentenza, “conformemente al principio comunitario della libertà di stabilimento, consente che i concessionari italiani abbiano la sede legale in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, a causa della peculiarità del gioco a distanza, che è fornito mediante piattaforme on line, per cui è ben possibile la gestione dell’attività fuori del territorio dello Stato che ha rilasciato la concessione ed in cui risiedono i soggetti cui il gioco viene offerto”.

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