Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Ludopatia, Acogi: “Ogni gioco ha il suo margine di rischio, le scommesse non sono le slot”

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Scommesse

12 novembre 2014 - 11:01


scommesse taglia

(Jamma) – L’Acogi accoglie con spirito riflessivo e propositivo quanto è emerso nelle recenti pronunce del Tar Lombardia sulla distinzione tra sale giochi, intese come luoghi in cui è possibile accedere a slot e videolottery, e sale scommesse, ossia quegli esercizi commerciali che offrono solo ed esclusivamente scommesse.

 

Recentemente, infatti, il Tribunale amministrativo ha deliberato il non luogo a procedere nell’applicazione del “distanziometro” per alcune sale scommesse. Il motivo? La delibera comunale non avrebbe esplicitamente esteso l’obbligo di una distanza minima dai luoghi sensibili per le sale scommesse, prevedendolo solo per le sale giochi.

 

“Quello applicato è un assunto ormai noto presso la comunità scientifica impegnata nello studio del gioco patologico, e che adesso è stato riconosciuto anche dal punto di vista giuridico: le caratteristiche che rendono le slot e in generale gli apparecchi da intrattenimento, ma anche i gratta&vinci, più rischiosi per chi ha già una propensione allo sviluppo della dipendenza, costituiscono una discriminante per queste tipologie di giochi: suoni e colori d’impatto; immediatezza del risultato; esclusività della componente aleatoria nell’esito del gioco; nessuna abilità richiesta al giocatore se non quella di premere un pulsante o grattare un tagliando.

 

Alcuni giochi, per soggetti già predisposti all’insorgenza di dipendenza, possono quindi essere più rischiosi di altri, e questa certezza ispira i movimenti anti-slot e diverse associazioni che si battono per l’abolizione di simili tipologie di gioco. L’Acogi tuttavia non sostiene logiche proibizioniste, ma incoraggia la necessità di impostare una strategia mirata di prevenzione del gioco patologico, sulla base delle differenze tra le diverse tipologie di gioco. Purtroppo molti soggetti non hanno consapevolezza della diversità che esiste tra giochi in cui le possibilità di vincita sono casuali e del tutto aleatorie, e giochi in cui l’intervento di una componente legata all’abilità del giocatore, come le scommesse sportive o il poker, rende il risultato non immediatamente verificabile, ma frutto di uno studio e una scelta precisa da parte dello scommettitore.

 

L’Acogi incoraggia quindi un investimento in comunicazione per spiegare agli italiani le differenze tra i giochi e le reali probabilità di vincita: solo in questo modo sarà possibile anche una prevenzione mirata ed efficace del gioco patologico”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito