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In Corte di Giustizia Europea la battaglia tra Stanleybet e l’Avvocatura di Stato sulla clausola della cessione della rete

In: Scommesse

17 settembre 2015 - 09:33


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(Jamma) – La Corte di Giustizia Europea torna a occuparsi oggi del sistema italiano delle scommesse e nell’udienza che inizierà a breve affronterà la clausola – contenuta nelle convenzioni – che prevede che i Monopoli acquisiscano tutti i beni materiali e immateriali che costituiscono la rete qualora revochino o dichiarino la decadenza della concessione nei confronti di un operatore. Nell’udienza di oggi si terrà solo la trattazione orale delle parti, i legali di StanleyBet e l’Avvocatura di Stato – in difesa delle Autorità italiane – esporranno le proprie conclusioni. Nelle scorse settimane sulla vicenda è intervenuta – con delle memorie – anche la Commissione Europea censurando la clausola della convenzione. Questa infatti rappresenta “una restrizione ai principi europei di libertà di stabilimento e di libertà di prestazione”, dal momento che “impone ai concessionari del 2012 una serie di obblighi dalle prevedibili e consistenti implicazioni economiche, con effetti sul piano della convenienza economica all’accesso della gara, i quali, pertanto, costituiscono restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libertà di prestazione”. Il trasferimento dei beni che costituiscono la rete “implica un trasferimento economico a carico dell’obbligato, onere supplementare e diverso rispetto a quelli imposti ai concessionari delle concessioni precedenti”. E ancora, secondo la Commissione “L’obiettivo perseguito mediante l’obbligo di cessione non risulta chiarito”. E nemmeno si può invocare la tutela dell’ordine pubblico: non è chiaro infatti come “l’obbligo di cessione in vista dell’utilizzo ulteriore contribuisca a conseguire l’obiettivo”. Nell’udienza di oggi – secondo quanto apprende Agimeg da fonti istituzionali e di mercato – la Corte ha convocato anche l’Avvocato Generale. Nell’iter ordinario del procedimento, l’Avvocato generale è chiamato a rendere le proprie conclusioni (si tratta di un parere autorevole, ma non vincolante per aiutare la Corte a decidere la controversia) e nell’udienza di oggi, a propria discrezione, potrà comunicare la data in cui effettuerà il deposito. In questo caso verrà subito comunicata la data dell’udienza successiva, ne seguirà poi una terza, per la lettura della sentenza. Ma la Corte potrebbe anche decidere di accelerare i tempi e di andare direttamente a sentenza, senza che l’Avvocato depositi le conclusioni. In quest’ultimo caso, la pronuncia potrebbe arrivare tra la fine dell’anno e l’inizio del successivo. Il rinvio è stato disposto nell’agosto 2014 dal Tribunale di Frosinone, nel corso di un procedimento penale avviato nei confronti di in centro trasmissione dati collegato a StanleyBet. Ma la questione è stata sollevata anche da altri giudici, su richiesta di vari bookmaker – si contano almeno una dozzina di rinvii alla Corte lussemburghese, tra cui anche quello disposto dalla Cassazione a agosto 2014. La sentenza della Corte di Giustizia sulla causa di oggi avrà forti riflessi anche sui giudizi pendenti. La stessa CGE infatti – dopo aver interpellato le parti e l’Avvocato Generale – potrebbe emettere un’ordinanza per estendere la sentenza anche agli altri rinvii. Ma potrebbe anche ritenere che sia opportuno tornare sulla questione, fissando quindi delle udienze apposite.

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