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Imprenditori Ippici Italiani: “Il Mipaaf non merita alcun rispetto, esempio di un Paese che muore senza cambiare”

In: Ippica, Scommesse

3 ottobre 2014 - 08:23


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(Jamma) – Siamo nuovamente profondamente indignati – scrive Enrico Tuci, Imprenditori Ippici Italiani – per il comportamento del Mipaaf. Nessun rispetto per il settore e per tutti coloro che, nonostante tutto, continuano a lavorare ed a perdere soldi in questo settore.


I pagamenti del mese di Luglio al 4%, che parevano pronti ed eseguibili già diversi giorni fa – continua Tuci – subiscono inspiegabilmente un ritardo che, seppur di pochi giorni, peserà enormemente sulla già precaria economia di tutti gli ippici. Ancora una volta, di fronte a queste situazioni, nessuna informazione ufficiale e nessuna spiegazione concreta.
Come ogni mese, per saperne qualcosa, siamo tutti costretti ad inseguire sfuggenti dirigenti per cui sembra evidente che noi ippici rappresentiamo un fastidioso fardello.
Ovviamente nessun segnale riguardo ai tre mesi del 2012 ancora da riscuotere, andrà a finire che i proprietari dei vincitori dei Gran Premi dell’autunno 2014 prenderanno i loro soldi prima di quelli che hanno corso e vinto nel 2012, adesso qualcuno ci spieghi in quale paese del mondo può avvenire una cosa del genere e per favore non parlateci di Decreti qui si tratta di buonsenso e di rispetto, valori totalmente assenti in coloro che dovrebbero gestire il settore ma che si preoccupano solo della propria carriera.
Pensate che qualcuno abbia minimamente affrontato la questione della restituzione dei soldi delle iscrizioni?
Soldi entrati nelle casse del Mipaaf dalle quali ancora non si sa ne con quale strumento ne con quali tempistiche andarli a riprendere, perché il Mipaaf è una cassa dove i soldi entrano con grande facilità ed escono con enormi difficoltà, è la strepitosa macchina dello Stato.
L’obiettivo di questi dirigenti è solo “risparmiare” ovvero togliere risorse al settore e lasciarlo morire, mentre i loro stipendi sono intoccabili.
Eppure ancora qualcuno difende questo Carrozzone privo di ogni logica che ha sostituito il vecchio Carrozzone senza determinare il benché minimo miglioramento. E chi lo difende lo fa con la misera illusione di poter godere di privilegi che ormai sono inesistenti, oltre che deprecabili.
Non sono stati capaci neppure di gestire quei processi formali come le iscrizioni ed i sorteggi delle corse più importanti della stagione, evidentemente non adatti neppure a seguire quelle rigide procedure dietro alle quali spesso si nascondono vigliaccamente, e loro per primi le hanno trasgredite.
Da due anni siamo in attesa di un minimo segnale di sostegno all’allevamento, segnale mai arrivato mentre il mini ministero assiste immobile alla morte di un settore dove si era raggiunta l’eccellenza internazionale, vergogna!
Dalle stanze alte si parla da tempo di un referente del settore, ma se aspettano ancora avremo ben poco da referenziare.
Ormai la gente resiste solo grazie alla speranza che possa iniziare un percorso fortemente riformante che ci stacchi da questi aguzzini e ci restituisca quella autonomia che ci hanno da tempo rubato, ma intanto i mesi passano e tutto quello che viene distrutto sarà impossibile da ricostruire.
Possa essere questo comunicato un efficace, disperato sollecito a coloro che, nel ruolo del legislatore, hanno in mano le sorti del settore e che da molti mesi avrebbero già potuto intervenire.
Non abbiamo ancora molto tempo per aspettare…. qui o si cambia l’Italia o si muore.

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