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Il tribunale di Crotone dissequestra sportello virtuale per il betting

In: CED e CTD, Scommesse

17 febbraio 2015 - 15:21


parrellimariateresa

(Jamma) – Il tribunale del Riesame di Crotone, a seguito dell’udienza del 10/02/2015, ha disposto il dissequestro di un c.d. “Sportello Virtuale” affiliato al bookmaker Betn1. L’ordinanza ha precisato che non sussistono ragioni per mantenere il sequestro dei beni di proprietà del titolare del c.d. Sportello Virtuale difeso dall’Avv. Mariateresa Parrelli.

Il Collegio calabrese non ravvisando problemi di ordine pubblico, ha deciso di restituire i beni sottoposti a misura cautelare reale e ciò nel pieno rispetto del diritto costituzionale della proprietà privata. A comprova del rispetto dell’ordine pubblico del bookmaker e del centro ad esso affiliato la difesa ha evidenziato anche la particolare posizione ricoperta dal bookmaker con riferimento alla recente Legge di Stabilità 2015.

A tal proposito si segnala che lo scrivente difensore della compagnia maltese ha formalmente presentato ricorso avverso le disposizioni attuattive della Legge di Stabilità, evidenziando, nello specifico, 3 motivi di illegittimità :

1) la discriminazione subita dal bookmaker e dai suoi “Sportelli Virtuali” che, nonostante abbiano sempre corrisposto l’imposta unica, non rientrano tra i soggetti che hanno potuto beneficiare della “sanatoria” della Legge di stabilità
2) l’evidente pericolo di ordine pubblico sotteso all’adozione della Sanatoria: lo Stato italiano, solo per far cassa, ha permesso a tutti di aderire alla regolarizzazione fiscale, senza preoccuparsi del loro “passato operativo”
3) con l’adozione della Legge di Stabilità, lo Stato Italiano ha definitivamente abbandonato l’istituto concessorio in favore di quello autorizzatorio, dimostrando che il numero limitato delle 2000 concessioni ex Bando Monti è ormai superato dal numero illimitato di nuovi diritti concedibili con la legge di stabilità.

Stante la violazione di legge operata dall’operata dall’Amministrazione Pubblica, il bookmaker ha formalmente presentato un’azione di risarcimento danni conseguente a detta condotta illecita.

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