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Gli Avv.ti Andrea Vianello e Marco Colapinto fanno dichiarare l’Aams di Torino incompetente ad emettere le ordinanze ingiunzioni

In: CED e CTD, Diritto, Scommesse

30 marzo 2015 - 08:49


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(Jamma) – Non si arrestano i successi degli Avvocati Andrea Vianello e Marco Colapinto del Foro di Padova che questa volta alzano il tiro e fanno addirittura dichiarare incompetente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Torino ad emettere le ordinanze ingiunzioni con confisca dei personal computer messi a disposizione dei clienti in luoghi aperti al pubblico.

La vicenda traeva origine da un controllo effettuato dalla Polizia di Torino – Ufficio P.A.S.I. che, come solo nel territorio torinese avviene, sfociava in un sequestro amministrativo dei computer ed una sanzione pecuniaria nella misura di euro 5.000,00 per ciascun personal computer a carico del titolare del locale.

 

La norma contestata dai Monopoli era sempre quella, l’art. 110, comma 9, lett. F ter del T.U.L.P.S., in base alla presunta assimilabilità dei personal computer agli apparecchi videoterminali di cui al comma 6, lett. B dell’art. 110 del T.U.L.P.S. Era lo scorso anno quando gli Avvocati Andrea Vianello e Marco Colapinto, il 16.05.2014, ottenevano sempre innanzi al Tribunale Civile di Torino l’annullamento dell’ordinanza-ingiunzione irrogata dall’Aams, Direzione Territoriale del Piemonte e della Valle d’Aosta, che aveva punito un esercente al pagamento di una sanzione di 40.000,00 euro, oltre che alla confisca e distruzione di 8 personal computer messi a disposizione della propria clientela.

 

In quell’occasione il Tribunale di Torino aveva accolto integralmente la tesi dei difensori, condividendo che la Legge 189/2012 (c.d. “Legge Balduzzi”), in particolare l’art. 7, comma 3 quater, “rivestisse natura c.d. imperfetta, non recando alcuna sanzione per la violazione della predetta prescrizione. Né la sanzione per violazione di tale norma può essere ravvisata nel citato art. 110, comma 9, lettera f. ter, del T.U.L.P.S., non contenendo quest’ultimo alcun richiamo all’art. 7, comma 3 quater. D.L. n. 158/2012 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 189/2012”.

 

Il Giudice torinese aveva altresì sottolineato che secondo la Cassazione, sia pure in una fattispecie penale, “relativamente alla messa a disposizione di personal computer, tablet p.c., iPad, ecc., occorre peraltro evidenziare che la violazione si concretizza solo nei casi in cui tali strumenti vengano messi a disposizione dei clienti con la finalità di consentire la connessione ai siti di gioco, mentre non sussiste alcuna violazione per la messa a disposizione per finalità diverse da quella individuata dalla norma (ad esempio, per consentire la libera navigazione sul web)”.

 

Tuttavia, dopo quell’importante vittoria, diverso bookmaker, sempre presso il Tribunale di Torino e sempre per i medesimi fatti contestati, era incredibilmente riuscito a far condannare i propri punti ottenendo ben 5 sentenze sfavorevoli da 5 diversi giudici torinesi, determinando in Aams una sorta di legittimazione a sanzionare la presenza di computer nei locali pubblici.

 

E’ servito allora un nuovo intervento degli avvocati Andrea Vianello e Marco Colapinto a porre fine a questa violazione di legge perpetrata dai Monopoli di Stato. E’ infatti del 24 marzo 2015 la sentenza del Tribunale di Torino che, aderendo alla nuova tesi sostenuta dai legali patavini, ha mutato il proprio orientamento e ha dichiarato del tutto incompetente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Torino ad emettere in simili ipotesi ordinanze ingiunzioni, annullando il provvedimento sanzionatorio ed ordinando l’immediata restituzione dei personal computer in sequestro all’avente diritto. Gli stessi Avvocati, sentiti dalla redazione, hanno tenuto a precisare di avere ancora pendenti 6 processi in Torino per i medesimi fatti ma di essere certi di poter ottenere altri successi nei confronti dei Monopoli di Stato e dei loro consulenti legali, facendo dichiarare Aams Torino nuovamente incompetente sulla base della loro nuova tesi e ponendo fine una volta per tutte all’uso illegittimo del sequestro amministrativo nel territorio piemontese.

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