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Gioco online. In Germania la nuova coalizione di governo rischia di azzerare il neonato mercato

In: Online, Scommesse

7 giugno 2012 - 14:11


gambli

Asti. Sequestrato centro scommesse privo di licenza

 

(Jamma) E’ stato tutto uno scherzo, si torna indietro. Dopo anni di dibattito sulla nuove legislazione che consente l’apertura del mercato del gioco online tutto potrebbe essere azzerato sulla base delle decisioni che sta prendendo la futura coalizione di governo. Succede nello stato dello Schleswig-Holstein, il primo dei lander tedeschi ad aver adottato una legge che regolamenta i servizi di gioco online. Un risultato raggiunto faticosamente, dopo anni di confronto e di dibattito a conclusione dei quali il governo ha deciso di non aderire al trattato interstatale sul gioco presentando una propria proposta di normativa alla Commissione Europea. Proposta che, contrariamente a quella a cui hanno aderito gli altri 16 Stati, non ha ricevuto osservazioni e come tale è stata adottata.

Oggi però tutto potrebbe tornare come prima. Si da infatti il caso che circa un mese qui si siano tenute le elezioni politiche. I negoziati per la formazione della nuova coalizione che andrà a governare lo Schleswig-Holstein sono durati oltre un mese. Entro il fine settimana si potrà conoscere la nuova compagine di governo.

Compagine che vede i Verdi ricoprire un ruolo determinate insieme a SPD e democratici. E qui arrivano i problemi per l’industria del gioco. A quanto pare i Verdi avrebbero posto delle condizioni per aderire alla maggioranza, tra cui una inversione di tendenza in materia di politica sui giochi. I verdi avrebbero chiesto di ritirare le sette concessioni di gioco già rilasciate e di introdurre una norma che vita agli istituti bancari di autorizzare i trasferimenti di denaro sui siti di gioco online. I concessionari già autorizzati, tra cui Betfair NordwestLotto bet-at-home, JAXX, bwin, Expekt e Bet365 hanno espresso forti preoccupazioni circa gli accordi che verranno ufficializzati entro la fine della settimana. Le concessioni già rilasciate hanno una durata prevista fino al 2018. I legali delle società hanno già fatto sapere che in caso di revoca presenteranno una richiesta di risarcimento danni.

 

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