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Dissequestrate le attrezzature di un CTD di Crotone contrattualizzato con Platinobet

In: CED e CTD, Scommesse

4 maggio 2015 - 16:23


avianello

(Jamma) – Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone accoglie in data 8 aprile 2015 l’istanza avanzata dagli Avv.ti Andrea Vianello e Marco Colapinto, entrambi del foro di Padova, disponendo la revoca del sequestro con la conseguente restituzione dei beni in vinculis all’avente diritto.

La questione traeva origine da un sequestro convalidato alla metà dell’anno 2014 quando gli avvocati patavini si erano visti rigettare l’istanza di riesame basata sugli ormai consolidati principi dell’attività transfrontaliera di cui alla nota sentenza Biasci.
Il Tribunale del Riesame aveva respinto l’istanza dei difensori in quanto, pur condividendo la loro tesi difensiva, mancava in atti alla data dell’udienza di riesame, il diniego del questore nei confronti del titolare del CTD, con ciò non potendosi provare che lo stesso diniego non si basasse su elementi soggettivi del richiedente ed a nulla rilevando gli allegati certificati negativi, casellario e carichi pendenti.
Vi era che, il Questore, in data 17.10.2014 emetteva il diniego all’istanza ex art. 88 Tulps per la mera mancanza di concessione in capo al bookmaker operante in Italia con il marchio Platinobet.
A parere del GIP, letta l’istanza dei legali patavini, atteso che il diniego successivo del Questore non si basava sulla carenza di elementi soggettivi in capo al richiedente, “rilevato alla luce di quanto diligentemente richiamato, tanto nell’istanza cui il presente provvedimento intende fornire risposta quanto nella precedente pronuncia in risposta al predetto riesame – che eventuali limitazioni all’attività di raccolta di scommesse esercitata da imprenditori stabiliti in paesi dell’unione possano ritenersi legittime solamente in presenza di ostative finalità di pubblica sicurezza: valutato da ultimo che, in virtù delle esposte sopravvenienze, sussistono allo stato dubbi in ordine alla ricorrenza del prescritto dato del fumus commissi delicti accoglie l’istanza e, per effetto, dispone la revoca del sequestro con la conseguente restituzione dei beni in vinculis all’avente diritto”.

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