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CTD, TAR Lazio chiede chiarimenti a Aams su diniego licenza

In: Diritto, Scommesse

19 giugno 2012 - 12:16


(Jamma) La Sezione I Ter del Tar di Roma impone ai Monopoli di depositare una relazione “esaustiva e soprattutto chiara” in particolare sulle norme che abbiano consentito di superare gli ostacoli che avevano impedito a Stanley di partecipare alle prime gare

Il ricorso intentato da un Ctd StanleyBet contro il diniego della licenza di pubblica sicurezza – da parte della Questura di Campobasso – deve svolgersi anche nei confronti dei Monopoli di Stato. La ricorrente quindi deve notificare il ricorso all’Aams, e questi ultimi – a prescindere dalla loro costituzione in giudizio – avranno 60 giorni per depositare una relazione “esaustiva e soprattutto chiara” sui rapporti intercorsi con il bookmaker estero, e sulle norme “che, nel tempo, abbiano consentito, o meno, di superare gli ostacoli che, in una prima fase storica, non avevano permesso alla Stanley International Betting Ltd di partecipare alle gare”. E’ quanto ha stabilito la Sezione I Ter del TAR Lazio in un’ordinanza pubblicata venerdì scorso, il ricorso è stato intentato contro il provvedimento con cui la Questura di Campobasso ha negato la licenza di pubblica sicurezza, il ricorrente ha rinunciato alla pronuncia cautelare. Il giudice amministrativo, nel chiedere che alla discussione partecipino anche i Monopoli, ha rilevato che “la controversia investe, nella sua articolata prospettazione, fra l’altro, anche i bandi di gara (sia antecedenti che successivi al decreto Bersani) per l’affidamento delle concessioni indetti dall’Azienda autonoma dei Monopoli di Stato (Aams): gare cui parte ricorrente lascia intendere di non aver partecipato in quanto contenenti disposizioni anticoncorrenziali e discriminatorie nei suoi riguardi”. E quindi, “riservata all’Aams ogni determinazione in ordine alla sua costituzione, o meno, nel corrente giudizio”, il giudice ha chiesto ai Monopoli di depositare una relazione, specificando “il rapporto eventualmente intercorso e/o corrente tra l’Azienda e la Stanley Malta Limited di La Valletta (Malta)”; “l’evoluzione storica del rapporto intercorso e/o corrente con la Stanley International Betting Ltd ( con sede in Liverpool: G.B.), avendo cura di evidenziare (nella veste espositiva ritenuta più chiara), in relazione allo svolgersi di ciascuna delle fasi di detto rapporto, la disciplina normativa medio tempore intervenuta per la regolamentazione del rapporto stesso”; e infine “l’esistenza, o meno, di previsioni normative e/o amministrative che, nel tempo, abbiano consentito, o meno, di superare gli ostacoli che, in una prima fase storica, non avevano permesso alla Stanley International Betting Ltd ( con sede in Liverpool: G.B.) di partecipare alle gare per l’accesso alle concessioni italiane e nelle successive fase storiche, parimenti, non hanno consentito (come si sostiene in gravame, alle pagg. 10 e ss) allo stesso Gruppo inglese la partecipazione alle gare (si tratta, altrimenti detto, della tematica inerente la sopravvivenza, o meno, delle cc.dd. licenze storiche del 1999 e la necessità del rispetto, anche successivamente al varo del decreto Bersani, di distanze minime dai relativi punti vendita rispetto a quelli accordati ai nuovi concessionari; nonché le ipotesi di decadenza della concessione cui si accenna alle pagg. 10 e 11 del ricorso)”.

 

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