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CTD: nessuna intenzione di aderire al condono, in arrivo nuovi contenziosi

In: CED e CTD, Scommesse

14 gennaio 2015 - 14:25


ctd

(Jamma) – Il gioco è la terza industria in Italia, produce infatti 13mila milioni di euro di tasse. Nessun governo, ovviamente, può rinunciarvi. Un ruolo molto importante è svolto dal betting, che nel Bel Paese, oltre ai punti vendita autorizzati, è esercitato dalle circa 7mila agenzie di scommesse che prive di concessione statale si appoggiano sulla rete internet con sede estera, i cosiddetti Centri Trasmissione Dati.

 

Ad oggi i CTD sono considerati irregolari ma continuano ad operare in Italia in quanto rifacendosi ad un vecchio ricorso fatto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea riescono a far annullare i provvedimenti di chiusura ottenendo i dissequestri.

 

In Italia il mercato delle scommesse vale oltre 4mila milioni di euro ed è in crescita. La principale contesa in atto tra i regolari e gli irregolari riguarda le tasse: chi è regolare incassa infatti tutte le giocate e ci paga provvigione e imposte secondo la tassazione dello stato italiano, chi è irregolare invece incassa in Italia ma manda poi tutti i soldi alla società estera che paga solo le tasse dello stato estero e tiene per se la sovrapprovvigione, che è un po’ più alta di quelle regolari.

 

Alla luce di tutto questo il Governo, per provare ad eliminare gli irregolari, ha approvato un condono. Le agenzie si potranno quindi mettere in regola pagando ciascuna 10mila euro entro gennaio più un’imposta unica a titolo di sanatoria per il passato. Il totale incasso previsto è di circa 200 milioni di euro, con una stima di circa 100mila euro per ogni CTD. Una somma che andrebbe pagata senza neppure sapere se poi, effettivamente, questo permetterà a tali agenzie di ottenere l’88 Tulps, un vero e proprio salto nel buio.

 

Non a caso la rete delle agenzie di scommesse ha già chiarito di non avere alcuna intenzione di aderire al condono e, inevitabilmente, si andrà incontro ad altri contenziosi. Nel momento in cui non si potrà più ‘galleggiare’ sulle leggi europee chi non può permettersi di pagare queste cifre non potrà fare altro che andare ad agganciarsi ai concessionari preesistenti o chiudere. Quel che resta è solo un vuoto di bilancio per lo Stato, con il rischio di un grande buco di tasse non pagate.

 

Guarda il servizio trasmesso da Ballarò 

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