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CTD esteri, ASSOSNAI: AAMS prenda posizione a tutela della rete legale

In: Scommesse

19 aprile 2012 - 18:55


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(Jamma) Una chiara presa di posizione sul documento diffuso da Stanleybet e un incontro urgente con i vertici dei Monopoli di Stato per discutere del futuro del mercato legale delle scommesse. E’ quanto chiede Assosnai, come si legge in una nota, in una lettera inviata oggi ai vertici di piazza Mastai, dopo la nota – inviata ai propri centri affiliati – nella quale il bookmaker Stanleybet ha affermato la propria volontà di non voler in alcun modo regolarizzare la propria posizione nel mercato italiano, accusando allo stesso tempo lo Stato di aver agevolato ingiustamente i concessionari e minacciando nuovi ricorsi in caso di emanazione del bando per 2000 concessioni di scommesse sportive previsto dal decreto fiscale approvato quest’oggi alla Camera.

Lo Stato si è difeso poco e male – dichiara Francesco Ginestra presidente Assosnai –sottovalutando il problema e permettendo ad un operatore come Stanleybet, privo di concessione statale, di rendere poco profittevole per le nostre imprese operare nel mercato. Non è vero che i soggetti discriminati siano i CTD affiliati agli operatori esteri, che da anni operano senza concessione, senza pagare le tasse allo Stato e senza dover sottostare ai nostri stessi regolamenti o prescrizioni, proponendo prodotti di gioco non ancora autorizzati in Italia come le scommesse virtuali e offrendo quote più alte delle nostre per via della mancata imposizione fiscale”. “Il vero scopo di Stanleybet – conclude Ginestra – più che sanare presunte discriminazioni è di eliminare la concorrenza della rete AAMS e continuare a raccogliere gioco liberamente, con buona pace di chi ha creato il settore, sottraendolo alla criminalità, per consegnarlo a chi combatte le regole dello Stato solo per il proprio tornaconto”.

 

La circolare di Stanleybet

Nella nota a cui Assosnai fa riferimento il bookmaker sostiene che  “Un bando non è possibile, senza invalidare immediatamente tutto il sistema. La procedura si innesterebbe sulla gara Bersani, che è stata già dichiarata discriminatoria dalla Costa-Cifone poiché, a sua volta, fondata sulla gara del 1999 che, secondo i quesiti della Cassazione Italiana, aveva escluso Stanleybet in violazione del diritto comunitario. Ne consegue che, dichiarato illegittimo tanto il bando del 1999, grazie alle Sentenze Gambelli e Placanica, quanto il bando Bersani del 2006, grazie alla Sentenza Costa-Cifone, qualsiasi successiva proposta fondata o collegata al bando Bersani, diviene immediatamente impugnabile e quindi, per l’effetto, idonea a distruggere il sistema. In realtà una nuova gara sarebbe possibile in teoria, ma solo previa revoca di tutte le concessioni attuali, una via attualmente non percorribile”. Secondo Stanley, sono le circa 700 concessioni storiche in scadenza – e che si punta a rinnovare con la nuova gara – il problema: “hanno goduto per dodici anni di ogni tipo di vantaggio già dichiarato in contrasto con la legge nazionale e comunitaria. Sono quelle concessioni che costituiscono il peccato originale che rende il sistema italiano il più bersagliato da sentenze della Corte di Giustizia e da procedure di infrazione dell’Unione Europea. Se si dovesse arrivare ad un semplice rinnovo per legge in attesa di una gara farsa che, a prezzo superscontato, riconsegni alle 700 la possibilità di restare aperte fino al 2016, la Stanley si opporrà, chiedendo e ottenendo dall’Autorità Giudiziaria la chiusura delle agenzie per manifesta violazione del diritto dell’Unione e conseguente disapplicazione di una legge che, ancora una volta, in assoluto spregio dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento, continua a favorire i concessionari del 1999”. La nuova gara quindi “non solo non risolverebbe il problema, ma condannerebbe quelle agenzie a una chiusura certa. Per Stanleybet e per i Concessionari Bersani discriminati, la chiusura delle 700 agenzie sarebbe un ripristino di legalità in parziale risarcimento dei danni subiti, dato che avranno la possibilità di riallocarsi in quelle zone che illegalmente gli erano state proibite dalle stesse gare Bersani”. Infine Stanley – nella nota inviata alla rete di ctd – sostiene che anche le altre compagnie che raccolgono gioco in Italia attraverso una rete parallela sono pronte a impugnare la nuova gara dichiarando di essere state discriminate nelle precedenti: “si potrebbe dire che ogni operatore illegale sta aspettando un passo falso da parte delle Autorità italiane”.

 

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