Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Cassazione su CED sanati. Diritto ad operare fino al 2016

In: CED e CTD, Scommesse

2 settembre 2015 - 12:28


ripamontins

(Jamma) – La Corte di Cassazione con la Sentenza depositata il 4 Giugno 2015 su caso riguardante CED collegato a Goldbet, torna a trattare il tema dei CED sottoposti a procedimento di regolarizzazione di cui alla Legge di Stabilità e lo fa in piena linea con la precedente Sentenza “Criscione”.


La vicenda scaturisce da un provvedimento reso dal Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere, che aveva accolto le tesi della difesa disponendo il dissequestro del CED, affemando come Goldbet fosse operatore ingiustamente discriminato dagli effetti di incompatibilità comunitaria del Bando Bersani ed equiparandone la posizione a quella dell’operatore Stanleybet. Procedimento di riesame, quindi, risalente ad epoca precedente alla sanatoria.
La Procura della Repubblica ha avanzato impugnazione in Cassazione contestando tale discriminazione sulla base di una diversa interpretazione della Sentenza CGE Biasci che non ammetterebbe l’automatica applicazione dei principi della Sentenza Costa – Cifone a Goldbet.
La difesa, rappresentata dall’avv.Marco Ripamonti, ha prodotto memoria difensiva ribadendo tutte le tesi già svolte in Cassazione in punto discriminazione e condivise dal supremo Collegio con molte pronunce in precedenza rese e producendo anche Sentenza assolutoria di merito nelle more resa dal Tribunale monocratico di Santa Maria Capua Vetere riguardante lo stesso imputato ed allegando anche tutti gli atti relativi alla regolarizzazione del CED ai sensi della Legge di Stabilità.
Il Supremo Collegio ha respinto il ricorso della Procura della Repubblica campana, affermando l’insussistenza delle esigenze cautelari a sostegno del sequestro preventivo sulla base del principio che l’adesione alla regolarizzazione da parte del CED comporti il diritto di quest’ultimo ad operare fino alla scedenza delle concessioni prevista al 2016 a prescindere dalla sussistenza, o meno, del reato per fatti svolti nell’esercizio della stessa attività fino al momento della sanatoria stessa ed a prescindere, altresì, dalla eventuale discriminazione ai danni del bookmaker di riferimento, in fase di accertamento presso la CGE.

 

Sentenza Cassazione Musco

Commenta su Facebook


Realizzazione sito