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Assolto minorenne chiamato a rispondere penalmente per aver effettuato una scommessa

In: Diritto, Scommesse

8 settembre 2014 - 09:21


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(Jamma) – Una Sentenza inedita e clamorosa quella resa dal GIP presso il Tribunale di Bari in data 17 luglio 2014. Chiamato a rispondere penalmente un minore, classe 1996, che nel luglio 2013 era stato colto in flagrante in una sala scommesse priva dei necessari titoli mentre era intento a scommettere su due partite di calcio estero per un importo di euro 3,50. La contestazione si è riferita all’art.4, comma 3 legge 401/89.

Il Giudice, sentiti gli esercenti la potestà genitoriale ed esaminati gli atti esistenti presso il Tribunale dei Minorenni ha ritenuto che il fatto, pur se integrante reato, fosse penalmente irrilevante. Ciò in quanto fatto di natura occasionale, di particolare tenuità e costituente uno di quei comportamenti frequenti tra ragazzi, che pure integrando fattispecie criminose, non suscitano grave allarme sociale, costituendo dal punto di vista soggettivo l’espressione dell’esuberanza giovanile e rivestendo da quello oggettivo un modesto rilievo.
Il difensore avv.Marco Ripamonti ha così commentato: “Sentenza equilibrata e che coglie nel segno dei tempi che mutano. Il nostro ordinamento, pur riservando il comparto dei giochi a vincita in denaro e le scommesse ad un pubblico maggiorenne, divulga da ormai un decennio, e mi si consenta senza alcun pudore, messaggi pubblicitari pressanti finalizzati a far giocare e scommettere i cittadini, di ogni fascia di età e ceto sociale. La finalità manifesta è far cassa senza preoccuparsi dell’eccessiva spesa per giochi e scommesse dei consociati. I messaggi pubblicitari, dove chi gioca è sempre connotato come un beato vincente, soltanto di sfuggita ed alla fine degli spot contengono frettolosi moniti sui rischi di dipendenza. Questa divulgazione mediatica del messaggio pubblicitario, tuttavia, giunge anche ad un pubblico compreso nella fascia 16/17 anni che pur non essendo maggiorenne è in grado di infiltrarsi presso sale gioco e talvolta attivare una slot ancor prima di essere identificato. La sentenza tiene conto di questo particolare fenomeno e valuta la fattispecie con equilibrio e razionalità ma soprattutto con il buon senso che talvolta è più importante di una rigida applicazione della norma di diritto“.

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