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Toscana, Spinelli (presidente osservatorio ludopatia): “Servono norme nazionali per uso slot tramite tessera sanitaria e divieto totale pubblicità azzardo”

In: Politica, Primopiano2

11 ottobre 2016 - 12:58


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(Jamma) – Per contrastare il gioco d’azzardo patologico la Regione Toscana ha istituito un apposito Osservatorio. Il Consiglio regionale ha designato all’unanimità la consigliera Serena Spinelli quale presidente ed ha approvato la designazione dei componenti. L’Osservatorio regionale che si insedierà tra breve, appena terminate le ultime procedure relative alle designazioni è composto dagli assessori regionali competenti in materia di salute, formazione e commercio, oltre che da tre rappresentanti dei Comuni, tre delle associazioni del terzo settore, un rappresentante per ogni AUSL e da tre esperti in materia di dipendenza da gioco d’azzardo.  

 

“In Toscana il gioco d’azzardo patologico è una malattia che, secondo i dati dell’Agenzia Regionale di Sanità, coinvolge oltre 20mila persone. E sono 1400 i giocatori patologici presi in carico nel 2015 dai servizi per le dipendenze. Numeri che ci dicono quanto il gioco d’azzardo, diventato un fenomeno di massa alla portata di tutti, costituisca un comportamento a rischio, oltre che dal punto di vista sociale ed economico, anche da quello sanitario” ha spiegato in un’intervista a Stamp Toscana la neo presidente Spinelli. “La dipendenza colpisce in maniera trasversale, con una predominanza di maschi tra i 40 e i 50 anni. Ma a essere più a rischio sono le fasce deboli della popolazione, con un livello di reddito e di istruzione più bassi. Così come soggetti in condizione di marginalità sociale, con altri problemi di dipendenza, disoccupati, ma anche casalinghe e pensionati. E nel rapporto tra il reddito e i soldi spesi nel gioco d’azzardo, le persone a basso reddito spendono in proporzione tre volte di più rispetto a quanto facciano quelle con redditi alti. Riguardo all’età, sono soprattutto i giovani a risultare più vulnerabili, tra questi la prevalenza di comportamenti problematici è più alta rispetto alla popolazione generale. Le ricerche dicono che circa la metà degli adolescenti ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, tra questi l’11% risulta “a rischio” e l’8% ha già sviluppato un comportamento “problematico”. Su questo fronte, quello che rende la pratica del gioco ancor più pericolosa e difficile da controllare e monitorare è la crescita esponenziale del remote gambling, il gioco d’azzardo su internet, che coinvolge in modo più diretto proprio gli adolescenti”.  

 

“L’Osservatorio regionale ha il compito di monitorare l’evoluzione del fenomeno in Toscana, di coordinare iniziative di informazione e prevenzione e di fornire proposte al Consiglio regionale e alla Giunta sulle azioni di contrasto e di trattamento del gioco d’azzardo patologico. E farà tutto questo rafforzando ulteriormente la collaborazione con il terzo settore, i medici e gli enti locali. Perché questa è una battaglia che possiamo vincere solo tutti insieme.   Spinelli sottolinea poi nell’intervista l’importanza di “informazione e sensibilizzazione, a partire proprio dai giovani e dalla scuole. E’ necessario che tutti sappiano quali sono i rischi del gioco d’azzardo, e quanto sono basse le probabilità di vincita rispetto a quelle di sviluppare una dipendenza patologica e rovinarsi. Quella che dobbiamo fare è una battaglia contro l’inganno della vincita facile, e a favore del gioco consapevole e responsabile, che si svolga in luoghi precisi e limitati, in maniera sicura e controllata e il più possibile lontano dai nostri bar, circoli, negozi e dai luoghi “sensibili. In tal senso la Toscana è in una posizione avanzata, sia dal punto di vista sanitario che della propria legge regionale. Sarebbe opportuna, inoltre, e per questo abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale, l’adozione di norme nazionali che rendano obbligatorio l’uso della tessera sanitaria per l’attivazione delle slot e che prevedano il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo. Pubblicità accattivanti, che spesso usano testimonial famosi e modelli vincenti, chiaramente rischiano di vanificare i tanti sforzi delle Regioni, delle associazioni e delle amministrazioni locali”.  

 

“Le associazioni di volontariato e promozione sociale svolgono già un ruolo attivo determinante, lo hanno fatto negli ultimi anni ed è indispensabile che continuino a svolgerlo. Sono molte le realtà impegnate contro i rischi del gioco d’azzardo, soprattutto per quanto riguarda l’opera di sensibilizzazione e il contrasto alla diffusione delle slot nei bar e nei circoli” conclude.

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