All’ingresso dello SBC Malta Summit si respira la sensazione di trovarsi nel cuore pulsante dell’iGaming europeo, tra manager e leader del settore immersi in un confronto ad alta densità. Nell’intervista a Davide Diodato di HBG Online emerge un’industria in rapida evoluzione, dove l’intelligenza artificiale diventa infrastruttura, l’integrazione tra fisico e digitale accelera e nuovi scenari regolatori, come i prediction markets, aprono sfide e opportunità decisive per operatori e istituzioni.
Quali sono state le sue prime impressioni appena arrivato allo SBC Malta Summit?
«La sensazione, varcando l’ingresso della conferenza, è quella di trovarsi nel punto in cui il settore europeo si guarda allo specchio. Tanti professionisti, manager esperti e leader, con una densità di conversazioni che si percepisce nell’aria. Malta resta il battito cardiaco dell’iGaming europeo e questa edizione lo conferma. Il format Turning Theory into Practice ci è piaciuto immediatamente: una giornata di visione e una di workshop operativi. È un’architettura che rispetta il tempo dei manager e produce risultati concreti.»
Quali trend principali ha individuato nel panorama del gaming e delle scommesse online?
«Quattro direttrici emergono con chiarezza. La prima è l’intelligenza artificiale, che esce dalla fase narrativa ed entra in quella industriale: personalizzazione, retention, scoring e prevenzione del gioco problematico. L’AI non è più un titolo da panel, ma un layer infrastrutturale. La seconda è la convergenza tra fisico e digitale: si parla sempre meno di canali separati e sempre più di esperienze continue. È esattamente la rotta su cui Quigioco viaggia da tempo con il modello omnicanale. La terza è il Mondiale 2026, attorno al quale l’intero ecosistema sportsbook si sta riconfigurando. La quarta, e forse più dirompente, è l’ingresso dei prediction markets in Europa. Il caso della nota entità sulla maglia di una squadra di Serie A apre un tema non più rinviabile: da un lato, il regolatore dovrebbe ricondurre questo mercato nel perimetro ADM con licenze e regole chiare, anche in tema di sponsorizzazioni; dall’altro, rappresenta un’occasione concreta per innovare il settore, in una cornice di player protection e regolazione europea. La domanda esiste e lasciarla in un’area grigia o nera sarebbe un errore.»
Ha avuto occasione di creare nuove collaborazioni o contatti strategici?
«Sì, e con la qualità che ci aspettavamo. La concentrazione di professionisti rende ogni incontro una potenziale partnership. Abbiamo avuto scambi rilevanti con fornitori tecnologici su affiliate management, prodotti sport e casinò, payment orchestration e CRM evoluti. Porteremo in Italia un paio di dossier che potrebbero accelerare progettualità già in pipeline per Quigioco.»
Quali differenze ha notato rispetto ad altri eventi simili?
«SBC Malta ha una caratteristica distintiva: il rapporto tra domanda e offerta è sbilanciato a favore della domanda reale. Non è una fiera in cui si espone, ma un summit in cui si prendono decisioni. Un’altra differenza significativa è la presenza dei regolatori: avere autorità europee e operatori nello stesso contesto consente un dialogo che altrove resta frammentato. La traccia Market Disruption, dedicata a Italia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia, è un esempio concreto di benchmarking utile per chi opera in mercati regolati.»
Quali opportunità concrete può offrire un evento del genere a un’azienda come HBG Online?
«Tre opportunità principali. La prima è lo scouting tecnologico: in 48 ore si osserva ciò che altrimenti richiederebbe mesi tra call e demo. Per un operatore omnicanale come Quigioco è strategico. La seconda è il posizionamento internazionale: abbiamo lanciato il VIP Club Omnichannel, un modello che integra il digitale nella rete franchising territoriale, e raccontarlo oltre i confini italiani ha valore reputazionale e commerciale nel medio periodo. La terza è la lettura anticipata della regolamentazione: molte decisioni dei prossimi diciotto mesi nascono da ciò che si discute qui.»
C’è stato un prodotto o servizio che l’ha particolarmente colpita?
«Le soluzioni di retail integration di alcuni vendor internazionali. Vedere player globali costruire ponti tra punto vendita fisico e piattaforma digitale conferma una nostra convinzione: il retail non è il passato del gaming, ma un acceleratore del futuro. Sul fronte AI, sono interessanti la nuova generazione di sistemi di game recommendation e gli strumenti dedicati al Mondiale 2026, con logiche di engagement pre e in-tournament, che cambiano il modo di progettare le campagne stagionali.»
Quali strategie di marketing stanno emergendo come più efficaci nel settore?
«Il messaggio è chiaro: si passa dall’acquisition a tutti i costi alla retention intelligente. Le sessioni di Marketing Unplugged hanno evidenziato come il contenuto torni centrale, purché nativo della piattaforma e misurabile. Il performance marketing da solo non basta più: vincono brand, community e fiducia, attivati poi con precisione. Per chi, come noi, opera sia online sia sul territorio, la strategia vincente è integrare i due mondi: il punto vendita diventa contenuto, l’online diventa prossimità. Quando i canali dialogano davvero, il marketing diventa un moltiplicatore.»







