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Riciclaggio, UIF punta l’attenzione sui PVR: contante, voucher e rete di vendita tra le principali criticità del comparto gioco nel 2025

Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse alla UIF sono tornate a crescere, interrompendo la flessione registrata nei due anni precedenti. Il Rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia indica 162.059 SOS ricevute, in aumento dell’11,5% rispetto alle 145.401 del 2024. Il valore complessivo delle operazioni sospette eseguite segnalate all’Unità è stato pari a 95,2 miliardi di euro, che salgono a 100,5 miliardi considerando anche le operazioni non eseguite.

All’interno di questo quadro, il comparto del gioco conferma il proprio peso nel sistema antiriciclaggio. Le segnalazioni provenienti dai prestatori di servizi di gioco sono state 10.817 nel 2025, contro le 9.547 dell’anno precedente, con un incremento del 13,3%. La quota sul totale delle SOS si attesta al 6,7%, sostanzialmente in linea con il 6,6% del 2024.

L’aumento quantitativo, tuttavia, non corrisponde necessariamente a un miglioramento della qualità delle segnalazioni. La UIF sottolinea infatti che il comparto dei giochi e delle scommesse resta un settore particolarmente esposto al rischio, anche per il peso economico che riveste in Italia. Nel 2024, ricorda il Rapporto richiamando i dati ADM, il volume complessivo della raccolta di gioco è stato pari a 157,45 miliardi di euro, in crescita del 6,6% sull’anno precedente; le vincite realizzate sono state pari a 135,87 miliardi e la spesa per gioco a 21,577 miliardi, in aumento del 4,4%.

Il tema centrale resta quello della collaborazione attiva. Gli accertamenti ispettivi condotti negli ultimi anni dalla UIF hanno evidenziato diffuse carenze negli assetti organizzativi e procedurali degli operatori di gioco, con criticità relative alla regolamentazione interna, all’adeguata verifica della clientela e al monitoraggio transazionale.

Secondo il Rapporto, nella fase di profilatura dei clienti non sempre viene attribuito adeguato rilievo a fattori di rischio ricorrenti, come i volumi operativi, il ricorso significativo a operazioni in contanti anche frazionate, precedenti segnalazioni alla UIF o richieste provenienti da pubbliche autorità. In diversi casi, anche quando viene attribuito un profilo di rischio più elevato, non seguono misure rafforzate di verifica.

Un ulteriore punto critico riguarda il ruolo della rete di vendita. La UIF rileva l’assenza, in molti casi, di un contributo effettivo degli esercenti e dei punti vendita all’iter segnaletico, anche a causa della mancanza di controlli adeguati e di iniziative formative efficaci da parte dei concessionari. È un passaggio rilevante, perché proprio la rete fisica rappresenta uno dei luoghi in cui possono emergere segnali operativi utili a intercettare condotte anomale.

”In sede di adeguata verifica e profilatura della clientela, non è stato dato sufficiente rilievo a fattori di rischio ricorrenti come, ad esempio, i volumi operativi dei clienti, il ricorso significativo a operazioni in contanti anche frazionate, pregresse segnalazioni alla UIF ovvero richieste da parte di pubbliche antorità. In molti casi l’attribuzione di un rischio più elevato non ha determinato l’adozione di misure di verifica rafforzata. Sono risultati assenti i contributi all’iter segnaletico da parte della rete di vendita, stanti la mancanza di controlli adeguati e di efficaci iniziative di formazione da parte dei concessionari. È emerso un cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e mezzi assimilabili (quali voucher e on-shop), anche per alimentare conti di gioco, in alcuni casi in assenza di controlli sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dall’art. 49, co. 1, del D.Igs. 231/ 2007. Si rendono necessarie ulteriori iniziative per migliorare il processo di selezione delle segnalazioni, affidato a logiche prevalentemente oggettive, e per elevarne la qualità. Elemento critico è la mancata adozione, da parte dei concessionari di gioco, di indicatori idonei a cogliere legami operativi non giustificati tra giocatori o tra questi ultimi e i punti rendita.”, si legge ne report.

Tra le criticità evidenziate dal Rapporto figura anche il cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e strumenti assimilabili, come voucher e modalità on-shop, anche per alimentare conti di gioco. In alcuni casi, tali operatività sono risultate prive di controlli adeguati sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dalla normativa antiriciclaggio.

La UIF osserva inoltre che il processo di selezione delle segnalazioni nel comparto appare ancora troppo affidato a logiche prevalentemente oggettive. Secondo l’Unità, sarebbe necessario migliorare la capacità degli operatori di individuare collegamenti operativi non giustificati tra giocatori, o tra giocatori e punti vendita. L’adozione di sistemi avanzati di rilevazione delle anomalie, capaci di valorizzare anche il profilo soggettivo dei giocatori, potrebbe favorire un miglioramento qualitativo della collaborazione attiva.

Le analisi aggregate condotte dalla UIF hanno già consentito di individuare schemi significativi nel settore. Nel comparto dei giochi sono emerse concentrazioni operative anomale in specifici punti vendita e sale dedicate, frequenti riscossioni in contante di ticket vincenti e la presenza di gruppi di soggetti collegati. Tali elementi possono suggerire condotte di interposizione fittizia o l’utilizzo dei ticket vincenti per giustificare fondi di origine illecita. In alcuni casi, il Rapporto segnala il possibile coinvolgimento degli stessi esercenti, che potrebbero aver favorito tali condotte omettendo o non svolgendo correttamente gli obblighi di identificazione della clientela.

Particolare attenzione viene dedicata anche al rapporto tra gioco e criptoattività. L’analisi delle segnalazioni ha evidenziato trasferimenti di criptoattività verso indirizzi riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate sul territorio nazionale. Secondo la UIF, tali operatività rappresentano un indicatore di rischio elevato e possono configurare condotte penalmente rilevanti, in quanto riconducibili alla partecipazione a sistemi di gioco abusivi ai sensi dell’articolo 4 della legge 401/1989.

Il Rapporto segnala inoltre che le fattispecie di riciclaggio tramite criptoattività continuano a manifestarsi in forme sempre più complesse. Prosegue l’utilizzo di stablecoin, talvolta impiegate come canale alternativo rispetto ai circuiti finanziari tradizionali, così come il ricorso a strumenti di finanza decentralizzata e applicazioni progettate per aumentare l’opacità delle transazioni. Questo scenario rende più difficile ricostruire i flussi e identificare i soggetti coinvolti, soprattutto quando le operazioni si innestano su piattaforme non autorizzate o su reti decentralizzate.

Anche l’attività ispettiva conferma l’attenzione della UIF sul comparto. Nel 2025 l’Unità ha avviato 20 accertamenti, tra ispezioni e controlli cartolari. Cinque hanno riguardato prestatori di servizi di gioco, lo stesso numero del 2024, quando era stato effettuato anche un controllo cartolare. Il dato segnala la continuità del presidio su un settore considerato vulnerabile sotto il profilo antiriciclaggio.

Tra gli accertamenti richiamati nel Rapporto, particolare rilievo assumono i controlli presso una casa da gioco. In quel caso la UIF ha evidenziato che il mancato collegamento tra i dati identificativi dei clienti e le operazioni di acquisto di mezzi di gioco o di incasso di vincite in contanti ha reso la maggior parte degli incassi registrati non tracciabile e, quindi, non monitorabile ai fini della normativa antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo. Il Rapporto precisa che tale criticità permane in attesa dell’emanazione degli standard tecnici previsti dall’articolo 54 del decreto legislativo 231/2007.

Il quadro descritto dalla UIF è quindi duplice. Da un lato, il settore del gioco partecipa in modo significativo al sistema delle segnalazioni e nel 2025 ha aumentato il proprio contributo quantitativo. Dall’altro, restano rilevanti le criticità qualitative: tracciabilità incompleta del contante, profilatura non sempre adeguata, difficoltà nel coinvolgimento della rete di vendita, utilizzo di ricariche e voucher, possibili anomalie legate ai ticket vincenti e nuove esposizioni collegate alle criptoattività e al gioco online non autorizzato.

Per affrontare queste criticità, la UIF ha organizzato nel dicembre 2025 un seminario dedicato agli operatori del settore e alle autorità competenti, con l’obiettivo di approfondire i profili emersi dagli accertamenti e sensibilizzare il comparto sul corretto adempimento degli obblighi segnaletici. Dal confronto sono emerse proposte per coinvolgere in modo più efficace la rete di vendita nel processo di individuazione e segnalazione delle operazioni sospette.

Il messaggio che emerge dal Rapporto è chiaro: il settore del gioco non è soltanto un ambito economicamente rilevante, ma anche un presidio sensibile nella prevenzione del riciclaggio. La crescita delle SOS indica una maggiore attenzione, ma la UIF richiama gli operatori a un salto di qualità nella capacità di leggere le anomalie, collegare i dati, valorizzare il profilo dei giocatori e rendere effettiva la collaborazione tra concessionari, rete di vendita e autorità.

Redazione Jamma
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