L’ipotesi di una nuova tassa europea sul gioco online approda formalmente all’attenzione della Commissione europea. Gli eurodeputati Dick Erixon, Charlie Weimers e Beatrice Timgren, esponenti del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, hanno presentato un’interrogazione scritta per chiedere chiarimenti sulla compatibilità di un eventuale prelievo europeo sul gambling online con i principi fondamentali che regolano le competenze dell’Unione.
L’iniziativa nasce dopo che il Parlamento europeo, nella risoluzione sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 approvata il 28 aprile scorso, ha indicato tra le possibili nuove “risorse proprie” dell’Unione anche un prelievo sul gioco online. La misura è stata inserita nel più ampio dibattito sulle fonti alternative di finanziamento del bilancio europeo, insieme ad altre ipotesi fiscali legate ai servizi digitali e alle attività crypto.
Secondo le stime circolate nelle ultime settimane, una tassa del 3% sul fatturato netto del gioco online potrebbe generare circa 1,9 miliardi di euro all’anno, pari a oltre 13 miliardi di euro nell’arco dell’intero ciclo di bilancio 2028-2034. Una prospettiva che renderebbe il gambling online una delle possibili voci di finanziamento del futuro bilancio dell’Unione, anche in relazione alle esigenze di rimborso del debito contratto con NextGenerationEU.
L’ipotesi sarebbe stata sostenuta, in particolare, da esponenti del Parlamento europeo favorevoli a nuove risorse proprie capaci di ridurre il peso dei contributi nazionali e finanziare priorità comuni, tra cui istruzione, politiche giovanili, salute mentale, prevenzione delle dipendenze e tutela dei minori.
Proprio questo punto è al centro delle critiche sollevate dagli eurodeputati ECR. Nell’interrogazione viene ricordato che il gioco d’azzardo è escluso dall’ambito di applicazione della Direttiva Servizi e resta quindi una materia regolata principalmente dagli Stati membri. I parlamentari richiamano inoltre la decisione assunta dalla Commissione nel 2017, quando furono chiuse le procedure di infrazione e i reclami relativi al settore del gioco, sulla base della valutazione che tali questioni potessero essere gestite in modo più efficace a livello nazionale.
Da qui la domanda rivolta a Bruxelles: su quali basi giuridiche una tassazione europea del gioco online potrebbe essere considerata coerente con il principio di attribuzione delle competenze e con il principio di sussidiarietà, dal momento che l’Unione europea non dispone di una competenza fiscale generale conferita dagli Stati membri?
Un secondo quesito riguarda l’effettiva utilità economica della misura. Secondo i firmatari, la Commissione dovrebbe spiegare in che modo finanziare il bilancio europeo attraverso una tassa sul gioco online sarebbe più vantaggioso per i cittadini rispetto ai contributi diretti degli Stati membri, considerato che entrambe le forme di finanziamento incidono, in ultima analisi, sulla stessa economia.
L’interrogazione affronta anche il tema della concorrenza fiscale. Gli eurodeputati chiedono infatti se la Commissione intenda valutare i costi derivanti da una possibile armonizzazione delle aliquote sul gioco online, che potrebbe ridurre la capacità degli Stati membri di definire autonomamente il proprio modello fiscale e regolatorio.
Al momento non esiste ancora una proposta legislativa formale. Qualsiasi nuova risorsa propria dell’Unione richiederebbe comunque un percorso politico complesso, con il consenso unanime degli Stati membri e l’approvazione del Parlamento europeo. La questione appare particolarmente delicata proprio perché riguarda un settore, quello del gioco online, che pur avendo una forte dimensione transfrontaliera continua a essere disciplinato e tassato in modo molto diverso nei singoli Paesi.
La risposta della Commissione sarà quindi rilevante per capire se l’ipotesi di una tassa europea sul gambling online resterà una proposta politica preliminare o se potrà tradursi in un percorso concreto nell’ambito del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione. Per il settore del gioco, si tratta di un passaggio da seguire con attenzione: per la prima volta il gambling online entra in modo esplicito nel dibattito sulle future fonti di finanziamento dell’Unione europea.






