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Giochi e scommesse, agli enti locali oltre 900 milioni nel 2025: in sospeso il nodo della compartecipazione nel riordino del settore

Le entrate derivanti dal comparto dei giochi continuano a rappresentare una voce significativa anche per gli enti territoriali. Nel 2025, secondo i dati relativi ai tributi e alle compartecipazioni degli enti locali della Ragioneria dello Stato, il capitolo “giochi e scommesse” ha generato incassi per circa 773 milioni di euro, ai quali si aggiungono 137 milioni di euro derivanti dai proventi dei casinò, per un totale di circa 910 milioni di euro.

Si tratta, tuttavia, di un dato che non rappresenta il gettito complessivo prodotto dal settore del gioco pubblico. La gran parte delle entrate fiscali provenienti da giochi, scommesse, Lotto, lotterie e altri giochi affluisce infatti al bilancio dello Stato ed è gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso i meccanismi ordinari di riparto. Le somme attribuite agli enti territoriali riguardano esclusivamente le quote spettanti in base alle norme sull’autonomia finanziaria e ai meccanismi di compartecipazione previsti dall’ordinamento.

Proprio il tema della distribuzione delle entrate rappresenta uno dei nodi più delicati del riordino del gioco fisico previsto dalla legge delega fiscale. Da tempo Regioni e autonomie locali chiedono una maggiore partecipazione al gettito generato sul territorio, sostenendo che i costi amministrativi, sanitari e sociali connessi alla presenza dei punti di gioco ricadono prevalentemente sugli enti territoriali.

La questione è stata affrontata anche nel confronto avviato in sede di Conferenza Unificata sul riordino del comparto. Tra le richieste avanzate dalle Regioni figura infatti la definizione di un sistema stabile di compartecipazione alle entrate erariali derivanti dai giochi pubblici, destinato a finanziare le attività di prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, i controlli sul territorio e gli interventi di programmazione locale.

L’ammontare di circa 910 milioni di euro registrato nel 2025 offre quindi un’indicazione della dimensione economica delle risorse che già oggi raggiungono gli enti territoriali, pur rappresentando solo una parte del complessivo gettito erariale del settore. Il tema della futura ripartizione delle entrate resta uno dei punti ancora aperti del riordino del gioco fisico, insieme alla disciplina delle distanze, degli orari di apertura e della pianificazione territoriale dei punti vendita.

Il confronto dovrà necessariamente trovare una sintesi entro il completamento dell’attuazione della delega fiscale. Il termine per l’esercizio della delega è infatti fissato al 29 agosto 2026, dopo la proroga approvata dal Parlamento.

Alla luce dei tempi ormai molto ristretti, non si esclude che il Governo possa valutare ulteriori interventi organizzativi o procedurali per completare il percorso di riordino. Al momento, tuttavia, non risultano iniziative normative che prevedano una nuova proroga della delega.

Redazione Jamma
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