Due tribunali, due decisioni opposte, una stessa domanda di fondo: dove finisce l’informazione e dove inizia la pubblicità al gioco online in violazione delle regole imposte con il Decreto Dignità? Il confronto tra le pronunce di Catania e Roma apre un fronte nuovo e delicato per l’intero settore, mettendo sotto esame bonus, promozioni e linguaggi utilizzati dai concessionari legali.
La stessa associazione di consumatori, la stessa materia, lo stesso impianto normativo di riferimento. Eppure, due tribunali arrivano a conclusioni opposte. È da questo contrasto che prende forma una delle vicende più interessanti degli ultimi mesi nel settore del gioco online legale: quella che vede CODICI, associazione di consumatori attiva sul terreno della tutela degli utenti, portare davanti ai giudici civili i concessionari del gioco a distanza per contestare le modalità con cui, sui rispettivi siti, vengono presentati bonus, promozioni e programmi fedeltà. La questione, in apparenza tecnica, è in realtà centrale per il mercato. Una analisi sulla sentenza (che assolve il concessionario) del Tribunale di Roma e quella del Tribunale di Catania che ne condanna un altro…
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