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Zizza (FI) al Ministro della Salute: “Ma quanti sono davvero i giocatori patologici?”

In: Politica

3 luglio 2014 - 10:46


Numeri

 

(Jamma) Il senatore di Fi-Pdl Vittorio Zizza ha presentato un’interrogazione al presidente del consiglio dei ministri e al ministro della salute nella quale chiede “se il Governo sia a conoscenza della metodologia adottata dal Dipartimento politiche antidroga per la stima dei soggetti affetti da Gap; quanti siano i soggetti affetti da Gap e quali tipologie vengono prese in carico dai Sert; se consideri attendibili i dati diffusi dai diversi soggetti citati e quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di garantire la diffusione di metodologie statisticamente rilevanti e scientificamente attendibili”. Il senatore chiede inoltre “a quanto ammonti la spesa sostenuta dallo Stato per il contrasto di tale patologia, quali siano le misure previste per combattere il fenomeno della ludopatia e quali siano i risultati ottenuti”.

 

In Italia, premette Zizza, il fenomeno del gioco d’azzardo viene descritto dai mezzi d’informazione come un fenomeno dilagante e in continua ascesa; attualmente non esistono dati ufficiali nazionali sulla ludopatia che permettano di quantificare correttamente il cosiddetto gioco d’azzardo patologico, periodicamente vengono pubblicati da soggetti diversi studi e dati sull’entità del fenomeno che appaiono con tutta evidenza di scarsa attendibilità statistico-scientifica; il Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio dei ministri nella relazione al Parlamento del

2013 ha

dichiarato che ben 7 Regioni non sono state in grado di trasmettere i dati riepilogativi sui soggetti affetti da Gap nel proprio territorio. Limitatamente alle Regioni che hanno trasmesso i dati, nel 2012 il Dipartimento ha segnalato 5.138 soggetti risultati in trattamento per la patologia; secondo dati diffusi dal Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo), nella sola Emilia-Romagna i giocatori in carico ai servizi per dipendenze patologiche nel 2012 sarebbero stati 606 mentre per il 2013 ammonterebbero a 785; Alfio Lucchini, presidente di Federserd (Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze) nel maggio

2013 ha

dichiarato che nel 2012 non vi erano più di 7.000 persone in cura presso il Servizio sanitario nazionale e che la dimensione massima della popolazione con potenziali problemi (non malati o dipendenti ma potenzialmente a rischio) era di 600-700.000 unità; invece i mezzi di informazione riportano dati e stime delle sigle più svariate evidentemente più allarmate ed allarmanti; infatti Acli, Adusbef, Alea, Anci, Anteas, Arci, Auser, Avviso pubblico, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, fondazione Pime, gruppo Abele, InterCear, Libera, Uisp, spesso richiamando l’uno le stime elaborate dall’altro come ‘dato ufficiale’, per lo stesso periodo, riferiscono di un milione e mezzo di cittadini malati di Gap e di un costo tra i 5,5, e i 6,6 miliardi di euro annui che il gioco d’azzardo patologico comporta per la collettività, senza che si riesca a comprendere la fondatezza dei dati e delle stime che tanto risalto hanno presso l’opinione pubblica; come riconosce lo stesso Dpa nel suo rapporto annuale, la dimensione del Gap in Italia ‘è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente rappresentativi del fenomeno’; l’articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012 (il cosiddetto decreto Balduzzi) ha disposto l’adozione, entro il 31 dicembre 2012, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia; tale decreto non è mai stato emanato; ricomprendere la ludopatia nei LEA significa prevedere l’obbligo di erogazione di un set di prestazioni minime e gratuite da parte dei sistemi sanitari regionali; ad oggi i servizi per le tossicodipendenze (SERT) registrano la presa in carico non solo del soggetto malato di GAP, ma anche di tutti i suoi familiari, con la conseguenza di non riuscire a determinare il numero dei soggetti realmente affetti da ludopatia; appare all’interrogante di tutta evidenza che l’assenza di una chiara definizione e individuazione dei soggetti affetti da ludopatia, e quindi dei destinatari delle prestazioni, comporta il proliferare di una moltitudine di interventi non basati sulle evidenze scientifiche e fonti di sprechi e inefficienze”.

 

 

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