Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Zanetti ( Sott. Economia) : “Il Governo interverrà sulle norme in materia di raccolta scommesse in assenza di titolo autorizzatorio”

In: Politica, Scommesse

17 settembre 2014 - 15:14


ZANETTI01

(Jamma) Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti è intervenuto oggi in Commissione Finanze della Camera per rispondere all’interrogazione a risposta immediata a firma di Filippo Busin in materia di scommesse.

Il deputato leghista ha fatto riferimento “al complesso fenomeno delle agenzie di scommesse che sfugge sempre di più alle possibilità di gestione e controllo dei Governi;
Per quel che riguarda il nostro Paese, la fotografia del fenomeno è data anche da cinquemila punti scommessa fuori dal controllo statale, 530 milioni (per ora) di mancati incassi per l’erario e un contenzioso nazionale e comunitario lungo 15 anni.
Si tratta agenzie di scommesse collegate a bookmaker privi di concessione, aperte in ogni città senza vincoli di distanza da luoghi sensibili, senza oneri concessori e senza versare imposte al Ministero dell’economia e delle finanze come è invece richiesto ai concessionari statali;
grazie a cinque decisioni della Corte di giustizia europea (nel 1998, 2003, 2007, 2012 e 2013 su azioni di StanleyBet e Goldbet) e a una serie di ordinanze e sentenze sia dei tribunali penali sia di quelli amministrativi, si sono sviluppate di fatto due categorie di punti vendita: una rete autorizzata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, composta da circa 7.400 punti vendita e cresciuta negli ultimi anni del 20 per cento a seguito di bandi di gara per assegnare nuove concessioni, e un network di agenzie e internet point, passato da circa 3.800 a quasi 5 mila punti negli ultimi due anni (+21 per cento, secondo il censimento realizzato da Sistema gioco Italia), collegati a bookmaker e casinò offshore senza concessione italiana piazzati all’estero, generalmente in giurisdizioni Unione europea come Austria, Malta, Inghilterra ma spesso in paradisi fiscali;
da ultimo, è stata avviata un’indagine della Procura di Roma a carico della StanleyBet, società con sede all’estero ma di proprietà dell’italiano Giovanni Garrisi, che è indagato con altri undici manager della società per associazione per delinquere: l’accusa è di «esercitare (in Italia) l’attività illegale di giochi e scommesse, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta», avvalendosi di una «stabile organizzazione occulta di persone e mezzi», articolata sul territorio attraverso Ctd, i Centri di trasmissione dati che raccolgono le puntate e le piazzano online;
a fine giugno 2014 la Guardia di finanza ha sequestrato materiale in alcune sedi della StanleyBet, tra cui Milano, Montecatini, Potenza, Giugliano, Roma. «I Centri di trasmissione dati – scrivono nel decreto di sequestro i pm – sono formalmente dipendenti da un’altra società, la StanleyBet Malta Limited», con sede a Malta. In Italia opera il legale rappresentante, che al tempo stesso, è uomo «riconducibile con un rapporto di dipendenza funzionale al gruppo di Garrisi» il meccanismo messo in piedi da StanleyBet per evadere le tasse italiane sul gioco – sostiene la Procura – si baserebbe dunque su questa doppia «paternità» dei Centri di trasmissione dati;
l’aspetto più grave e insolito della vicenda è che la strategia difensiva di StanleyBet oltre che con il contrasto ai Monopoli e attraverso querele ai giornali si è manifestata anche con querele ai finanzieri che, eseguendo gli ordini delle procure, hanno operato il sequestro di materiali o provveduto alla chiusura dei punti vendita;
si paventa anche il rischio che singoli dipendenti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e militari della Guardia di finanza ricevano dalla «StanleyBet Malta Limited» una citazione diretta in sede civile per risarcimento danni;
tale situazione appare all’interrogante gravissima ed inaccettabile, contraria a qualunque precedente o prassi in materia, ancor di più in mancanza di una chiara presa di posizione dello Stato a sostegno e tutela dei funzionari che a suo nome applicano la legge –:
se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e come intenda intervenire a tutela dei funzionari delle Agenzie e degli agenti della Guardia finanza coinvolti nella vicenda.

Il Sottosegretario , nella sua risposta, ha confermato i  dati resi noti già in precedenza dalla Commissione Finanze sulla presenza sul territorio italiano del mercato illegale dei giochi. Per quanto riguarda i ctd, si stima una presenza di circa 5000 punti per una raccolta annuale di 2 miliardi. Interventi in materia di contrasto al gioco non autorizzato sono previsti all’articolo 14 della delega fiscale la cui attuazione è demandata ad un decreto su cui è previsto si inizi a lavorare già nelle prossime settimane.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito