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Vieri Ceriani (sottos.Economia): “Il trasferimento del colonnello della Gdf Rapetto risulta nella ‘normalità’

In: Personaggi, Politica

21 maggio 2012 - 15:35


ceriani

Diversi parlamentari chiedono di far luce sul trasferimento inatteso del colonnello della Gdf Rapetto

 

(Jamma) La rimozione o, per utilizzare le parole del Comando generale della guardia di finanza, “l’avvicendamento del colonnello Rapeto risulta nella « normalità » delle vicende che interessano tutti gli ufficiali della Guardia di finanza. Tale sostituzione – prosegue la nota – non arrecherà pregiudizio alcuno alla funzionalità del Nucleo speciale frodi telematiche, per il quale è stato già disposto un rilevante potenziamento”. E’ stato il Sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani ha fornire la risposta all’interrogazione presentata da diversi deputati in merito alla rimozione del colonnello Rapetto dal Nucleo speciale frodi telematiche per la frequenza della sessione I.A.S.D. presso il Centro alti studi difesa.

Di seguito il testo integrale della risposta

Con il documento in esame l’onorevole interrogante chiede chiarimenti in merito alla rimozione del colonnello Rapetto dal Nucleo speciale frodi telematiche per la frequenza della sessione I.A.S.D. presso il Centro alti studi difesa.

Al riguardo, il Comando generale della guardia di finanza riferisce quanto segue.

In ordine al ruolo della Guardia di finanza, e nel suo ambito del Nucleo speciale frodi telematiche, nel contrasto ai crimini informatici deve preliminarmente rappresentarsi che il Corpo opera, al riguardo, su due distinti livelli: attraverso la componente territoriale (i comandi dislocati su tutto il territorio nazionale) e mediante il Nucleo speciale frodi telematiche. In particolare, tale ultimo reparto ha il compito di operare a supporto della componente speciale e territoriale nel contrasto agli illeciti economico-finanziari perpetrati per via telematica, fornendo ai reparti competenti ogni possibile spunto informativo suscettibile di sviluppo operativo.

In siffatta prospettiva, al Nucleo in parola è stata più specificamente assegnata la funzione di:

intrattenere relazioni operative con autorità, enti ed istituzioni di riferimento nei propri settori d’intervento, al fine di orientare ovvero innescare attività di servizio;

garantire supporto di conoscenze agli altri reparti, acquisendo e aggiornando costantemente il patrimonio conoscitivo e tecnico-specialistico utile alla loro azione;

assicurare ausilio tecnico-logistico, ponendo a disposizione delle unità operative che lo richiedano mezzi di tecnologia avanzata e personale in possesso di specifiche conoscenze professionali e/o tecniche.

Da un punto di vista strettamente operativo, il menzionato nucleo ha acquisito e consolidato nel tempo una spiccata competenza tecnica, spaziando trasversalmente in differenti segmenti istituzionali, relativamente ai quali ha conseguito soltanto una parte dei risultati ottenuti dal corpo nel suo complesso. Si tratta, più nel dettaglio, di operazioni che: per la loro specificità, hanno frequentemente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, soprattutto da un punto di vista mediatico;

sono state talvolta concepite, organizzate e condotte dai reparti operativi sul territorio, ai quali il Nucleo speciale frodi telematiche ha fornito supporto;

sono riconducibili a moduli operativi che vedono parimenti impegnata, spesso in via prevalente, la componente territoriale, nell’espletamento dell’ordinaria attività di servizio svolta sui diversi fronti di pertinenza della Guardia di Finanza.

In proposito, a mero titolo esemplificativo, si ponga mente al fatto che: in uno dei segmenti operativi ove più significativa è la diffusione delle violazioni perpetrate tramite la rete internet (ovvero la contraffazione e la pirateria), a fronte di n. 2.378 prodotti sequestrati nell’ultimo quinquennio dal Nucleo speciale frodi telematiche, la componente territoriale del corpo ha adottato analoghi provvedimenti per oltre 320 milioni di merce falsificata.

Le unità territoriali del corpo, con riferimento al solo settore della contraffazione, hanno di per sé portato a termine nell’ultimo quinquennio n. 775 operazioni in materia di commercio elettronico.

Inoltre, a fronte dei 29 siti web sottoposti a sequestro dallo stesso nucleo speciale nel predetto arco temporale, complessivamente gli altri reparti operativi hanno provveduto ad oscurarne 119.

In prospettiva, il predetto nucleo, anche conformemente alle disposizioni contemplate nel decreto ministeriale 28 aprile 2006 (cosiddetto decreto-Pisanu), in tema di riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia, lungi dall’effettuare attività di servizio connotata da profili di « consulenza tecnica » in settori anche non strettamente coerenti con la missione istituzionale del Corpo di cui al decreto legislativo n. 68 del 2001, sarà strutturato e prioritariamente orientato all’esecuzione di attività di servizio in ambiti connessi alle funzioni di polizia economico-finanziaria, proprie della Guardia di finanza.

A tal fine, di recente, il nucleo speciale in questione è stato sensibilmente potenziato sotto i profili organizzativo, ordinamentale e delle dotazioni di personale, sol che si consideri la sua nuova configurazione su ben n. 3 gruppi di sezioni (in luogo delle attuali n. 2 sole sezioni) e con una forza ufficiali che passerà da n. 3 a n. 8 unità. Ciò anche nell’ottica di valorizzare ulteriormente, rafforzandola in modo significativo, l’operatività del reparto, ivi compresa quella relativa al supporto fornito alle Autorità giudiziarie che si sono avvalse, o tuttora si avvalgono, delle sue professionalità.

Circa il contributo fornito dal colonnello Umberto Rapetto nell’elevare gli standard di qualità del reparto e la professionalità maturata nel peculiare settore, il corpo evidenzia che, nel periodo trascorso alla guida del Nucleo speciale frodi telematiche, il predetto colonnello ha fornito un contributo significativo nell’affermazione del reparto, anche grazie alle sue cognizioni specialistiche e tecnico-professionali, elemento di cui l’amministrazione ha tenuto ampiamente conto sia confermandolo nell’incarico per un tempo molto prolungato, sia valorizzandolo in sede di avanzamento, se si considera che l’ufficiale è stato promosso al grado di colonnello.

Ciò premesso, con specifico riferimento al suo trasferimento, si rappresenta, preliminarmente, che il menzionato colonnello appartiene al ruolo normale del Corpo della guardia di finanza, per il quale sono previsti profili d’impiego caratterizzati da versatilità, diversificazione delle esperienze di comando, esigenza da parte dell’amministrazione di sperimentare le capacità dei singoli nel ricoprire incarichi nei diversi settori operativi, di staff, addestrativi, di stato maggiore, eccetera, soprattutto allorquando si verta, come nel caso di specie, su figure di rango dirigenziale.

Il quadro normativo di riferimento e la fisionomia della struttura ordinamentale della Guardia di finanza comportano l’impossibilità di prevedere l’infungibilità/inamovibilità di singoli ufficiali, in particolare del ruolo normale, pur se caratterizzati da peculiari competenze professionali in determinati settori operativi (ad esempio: antiriciclaggio, verifiche fiscali, frodi comunitarie, frodi informatiche), tenuto conto, d’altra parte, dell’opportunità di mettere a frutto tali professionalità nelle diverse realtà territoriali in cui si esplica l’attività del corpo.

In tale contesto, la mobilità del personale ufficiali costituisce uno dei principali e tra i più efficaci processi adottati dall’amministrazione militare in generale, per garantire, nell’interesse pubblico, la massima efficienza e funzionalità della sua azione su tutto il territorio nazionale: assicurando periodiche rotazioni alla testa delle varie unità e, come accennato, la sperimentazione dei comandanti in diversificate esperienze professionali;

evitando eccessivi radicamenti sul territorio ovvero in uno stesso contesto di servizio;

agevolando il travaso dei patrimoni professionali acquisiti nel tempo.

Lungo siffatta prospettiva, partendo dal presupposto per il quale è preferibile che nessuna delle risorse sia da ritenersi indispensabile ma, al contrario, tutte siano fungibili in qualsivoglia ambito di servizio, l’amministrazione tende ad evitare eccessive personalizzazioni soggettive in capo ad una medesima realtà operativa.

A ciò è da aggiungere che i movimenti disposti nel contesto delle manovre annuali d’impiego sono altresì motivati dalla necessità di soddisfare insopprimibili esigenze di servizio connesse, ad esempio:

all’assolvimento, da parte di tutti gli ufficiali, degli incarichi di comando o equipollenti, indispensabile per legge ai fini dell’inclusione nelle aliquote di avanzamento al grado superiore;

al reimpiego degli ufficiali raggiunti da turno di promozione in incarichi adeguati al nuovo grado rivestito;

ai provvedimenti di collocamento in congedo;

alle intervenute modifiche ordinative che comportino l’istituzione o la soppressione di reparti/articolazioni.

Da ultimo, giova evidenziare che la complessa dinamica dei trasferimenti degli ufficiali si ispira a regole e criteri di carattere generale volti a garantire equità e trasparenza nelle determinazioni assunte dall’amministrazione.

Il corpo ha, nel tempo, tenuto in più che debita considerazione gli aspetti connessi al peculiare profilo professionale del colonnello Rapetto. Quest’ultimo, infatti, ha diretto il Nucleo speciale frodi telematiche (già Gruppo anticrimine tecnologico e Nucleo speciale anticrimine tecnologico) per un periodo di oltre 10 anni, di cui 8 senza soluzione di continuità, maturando una permanenza nell’incarico di comando del tutto eccezionale e singolare se confrontata con quelle degli altri ufficiali del corpo.

In merito, non può sottacersi che il colonnello Rapetto, da un lato, nel corso della propria carriera (circa 30 anni dopo il periodo di formazione in accademia, di cui 24 alla sede di Roma), ha prestato servizio in 3 sole sedi (Portoferraio, Trieste e Roma, a fronte di una media di 7 sedi per gli altri ufficiali con la sua stessa anzianità) e, dall’altro, come detto, ha retto il Nucleo speciale per 8 anni, a fronte di una permanenza tendenziale negli incarichi di comando di rango dirigenziale pari a circa 4 anni (come indicato anche nelle disposizioni interne al corpo).

Ad esempio, nell’ultimo triennio, sono stati movimentati n. 122 colonnelli comandanti di reparto, di cui 96 che ricoprivano l’incarico da 2 a 5 anni, per una permanenza media di circa 3,5 anni; di talché, ne deriva che il menzionato colonnello Rapetto è stato avvicendato dopo un periodo più che doppio rispetto agli altri colleghi. D’altra parte, l’ufficiale superiore ricopre, come dinanzi esposto, un incarico di comando di livello dirigenziale, che, in quanto tale, non può essere caratterizzato, 0per sua natura, da profili prettamente specialistici, né deve essere connotato da esclusive competenze di carattere tecnico.

Ciascun comandante, vieppiù se con funzioni dirigenziali, ha innanzitutto l’onere di conseguire gli obiettivi e/o compiti assegnati dall’amministrazione, di organizzare e razionalizzare le risorse disponibili a tal fine, dirigendole, impiegandole e coordinandole nell’ottica di massimizzare le potenzialità del proprio reparto, affinché i militari dipendenti (questi sì chiamati in via principale ad esprimere capacità specialistiche) possano costituire il fulcro dell’operatività del singolo reparto sia sotto l’aspetto tecnicoprofessionale, sia per quanto riguarda la dovuta continuità nelle investigazioni effettuate.

D’altra parte, l’elevato numero di attività extraprofessionali notoriamente svolte da molti anni dal colonnello Rapetto (partecipazione a convegni, conferenze, docenze, attività pubblicistica, eccetera, di certo di gran lunga superiori alla media di quelle tenute dalla generalità dei colleghi) dimostra la capacità del Nucleo speciale frodi telematiche di espletare le attività demandategli indipendentemente dalla costante e continua presenza del comandante.

In relazione alla frequenza della sessione I.A.S.D. presso il Centro alti studi difesa da parte del predetto colonnello, il Comando generale della guardia di finanza rappresenta che la sessione I.A.S.D. è un corso di « alta formazione » in cui sono approfondite materie che evidentemente non si limitano affatto a quelle di peculiare conoscenza del colonnello Rapetto e per le quali il medesimo ha svolto funzioni di insegnamento. L’Istituto alti studi difesa conduce, infatti, sessioni annuali di aggiornamento professionale che vertono sull’analisi di problematiche di ampio respiro principalmente a carattere geopolitico e geostrategico, al precipuo scopo di: aggiornare il background professionale e culturale degli ufficiali di alto rango e dei dirigenti civili della difesa promuovere l’osmosi culturale e scientifica con le maggiori realtà istituzionali e produttive del Paese.

I seminari di studio prevedono la partecipazione di eminenti conferenzieri nonché relatori italiani e stranieri, esponenti politici, autorità di Governo, docenti universitari, autorità militari, alti funzionari pubblici, magistrati, qualificate personalità nel campo dell’economia, dell’industria e della finanza.

I frequentatori dello IASD, circa 40-60 per sessione, dei quali almeno il 25 per cento stranieri, sono ufficiali nel grado di generale o colonnello, dirigenti civili del Ministero della difesa o di altri Ministeri, nonché dirigenti o professionisti provenienti da differenti settori della società civile.

Le molteplici attività dell’istituto comprendono seminari di studio in materia, tra l’altro, di strategia globale e scenari internazionali nonché relativi all’approfondimento del sistema industriale, del sistema Paese e dell’Unione europea, conferenze su problematiche di attualità, tenute dai più illustri esperti italiani e stranieri, sia militari che civili, attività congiunte con omologhi centri di studio e ricerca, nazionali e stranieri, inerenti a problematiche riguardanti la difesa, incontri individuali o collettivi e attività con istituti stranieri paritetici, quali il NATO Defence College, il Marshall Center ed altri similari, nonché viaggi di studio in Italia ed all’estero, per consentire ai frequentatori di valutare i differenti aspetti sociali, politici, economici e militari dei vari Paesi.

L’avvio alla frequenza del corso in parola del colonnello Rapetto è pertanto finalizzato ad arricchirne il patrimonio di conoscenze a livello dirigenziale in un contesto altamente qualificato e con una spiccata vocazione internazionale e multidisciplinare, anche in funzione dei prossimi incarichi cui l’ufficiale potrà essere destinato.

Infine circa la sostituzione al comando del Nucleo speciale frodi telematiche, il Comando generale della guardia di finanza sottolinea che l’ufficiale designato per la sostituzione del colonnello Rapetto al comando è caratterizzato da assoluto spessore e professionalità, nonché da comprovata e sperimentata esperienza nella gestione di reparti complessi a vocazione investigativa, avendo egli ricoperto, da ultimo, gli incarichi di comandante provinciale di Reggio Calabria e di vice-comandante del Servizio centrale investigativo sulla criminalità organizzata (S.C.I.C.O.). Si tratta di due reparti che, pur con caratteristiche diverse, richiedono entrambi il possesso di notevoli doti manageriali per l’entità delle risorse di cui dispongono, per la delicatezza dei compiti assegnati e per l’elevata valenza strategica che li contraddistingue.

L’ufficiale in questione ha frequentato il corso di « alta qualificazione » presso l’Istituto superiore stato maggiore interforze, conseguendo il relativo titolo, uno dei più prestigiosi per gli ufficiali delle forze armate, ivi compresa l’Arma dei carabinieri. Compito dell’ISSMI è sviluppare e  l’addestramento professionale e la conoscenza culturale degli Ufficiali delle forze armate e della Guardia di finanza destinati ad assumere incarichi di particolare rilievo anche in sede interforze e internazionale.

Alla luce di quanto sopra esposto, in ossequio al quadro normativo vigente, che demanda al comandante generale le decisioni in tema di mobilità del personale, la Guardia di finanza ritiene che l’avvicendamento del colonnello Rapetto non solo risulta coerente con i criteri d’impiego adottati nei confronti della generalità degli ufficiali, non solo dirigenti, ma rientra, altresì, nella « normalità » delle vicende che interessano tutti gli ufficiali della Guardia di finanza.

Tale sostituzione non arrecherà pregiudizio alcuno alla funzionalità del Nucleo speciale frodi telematiche, per il quale è stato già disposto un rilevante potenziamento nei termini di cui si è in precedenza accennato, affinandone, in tale contesto, compiti e attribuzioni al fine di meglio attagliare la sua operatività alle funzioni di polizia economico-finanziaria proprie della Guardia di finanza.

 

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