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VI Commissione Camera, interrogazione Sel: “Modificare normativa che ha esteso scommesse a settore dilettantistico e rivedere disciplina concessione e funzionamento agenzie”

In: Politica, Scommesse

3 marzo 2016 - 10:04


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(Jamma) – I deputati Sel Giovanni Paglia e Giancarlo Giordano hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata in VI Commissione rivolta al Presidente del Consiglio Renzi in cui chiedono “se non ritenga urgente ed ineludibile assumere iniziative per modificare la normativa che ha esteso il gioco delle scommesse al settore dilettantistico del calcio italiano e rivedere la disciplina delle modalità di concessione e di funzionamento delle agenzie delle scommesse, in particolare di quelle «on line»”.

 

“Negli ultimi tempi – spiegano i deputati – la stampa ha reso noti i primi risvolti della bufera abbattutasi sul calcio italiano nel maggio del 2015 e della requisitoria avanzata, nell’ambito del secondo filone del processo federale scaturito dall’inchiesta « Dirty soccer » della procura di Catanzaro legato alla presunta esistenza di un’organizzazione delinquenziale specializzata in scommesse illecite su partite di calcio dei campionati di serie B, LegaPro e Campionato nazionale dilettanti, dalla procura della Federcalcio; dalla suddetta inchiesta, che ha preso avvio grazie ad una vasta operazione della polizia di Stato che all’alba del 19 maggio 2015 ha eseguito gli ordini emessi dai magistrati della direzione distrettuale antimafia presso la procura di Catanzaro, è emersa una fitta rete di giocatori, manager, allenatori, dirigenti ed imprenditori delle società calcistiche della serie « D » dilettantistica, della Lega Pro (ex serie « C ») e di serie « B » che truccava le partite del campionato italiano, e sui quali pende l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l’aggravante di aver favorito le organizzazioni mafiose; il questore di Catanzaro dottor Giuseppe Racca, città da dove è partita la ragnatela delinquenziale, ha reso noto che la scoperta di una stabile organizzazione criminale dedita al calcio scommesse dimostra che l’attività delinquenziale legata al settore è sempre attiva e fiorente non solo in Italia dove è stata scoperta una stabile organizzazione criminale che grazie a calciatori, dirigenti e tesserati e non, ha messo in atto condotte finalizzate ad alterare i risultati di varie partite; nell’ambito della stessa inchiesta, oltre ai suddetti protagonisti sportivi, sono stati arrestati anche dieci scommettitori di nazionalità straniera, come maltesi, kazaki, russi, cinesi e serbi, a dimostrazione di come il fenomeno delle scommesse sportive illecite abbia assunto una veste internazionale e la ramificazione della criminalità organizzata abbia raggiunte) non solo i settori malavitosi tradizionali ma anche quelli dello sport dilettantistico; questi « finanziatori » stranieri alimentano le casse delle organizzazioni delinquenziali fornendo denaro ai criminali italiani che a loro volta lo usano in primis per « corrompere » i calciatori in modo da ottenere partite combinate su cui scommettere e realizzare ingenti guadagni, ricorrendo, non poche volte, alle minacce, ivi compresa quella, estrema, del sequestro di persona, qualora non si fosse rispettata l’indicazione del gruppo organizzato; la Federcalcio (FIGC), parte lesa nel relativo processo, a mezzo del suo presidente Carlo Tavecchio ha dichiarato che: « Quando le scommesse sono state allargate alla serie « D » io dissi, pur non essendo consultato, che era un gravissimo errore e oggi i risultati li vedono tutti… cinque-sei anni fa la scommessa era un reato. Il giorno in cui si è entrati nell’ottica che la scommessa non è reato porta a far sì che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità », palesando una evidente posizione di contrarietà rispetto a chi ha invece insistito perché il mondo rischioso del calcio scommesse invadesse anche il delicato settore del calcio dilettantistico; quattro anni or sono, nonostante il mondo del calcio professionistico fosse ciclicamente investito da scandali, il Governo italiano pro tempore, attraverso il Ministero competente, ha deciso, nonostante il parere contrario della Federazione italiana gioco calcio, di estendere la pratica del gioco delle scommesse al settore dilettantistico, determinando il coinvolgimento di un mondo già di per sé esposto agli interessi delle organizzazioni criminali nazionali e internazionali; infatti, il settore non professionistico della serie « D » e di quelle minori è un ambito non interessato dai grandi flussi finanziari che investono le categorie superiori, dove le società sportive calcistiche operano tra forti difficoltà economiche e gestionali riservando ai calciatori ingaggi incerti e modesti che non offrono alcuna sicurezza di stabilità reddituale; per queste ragioni le organizzazioni criminali italiane hanno posto la loro attenzione su questo settore del calcio, esposto a forti condizionamenti, realizzando un sistema di collaborazione con le mafie internazionali, in particolare dell’Est europeo e asiatico, dove il sistema delle scommesse « on line » è totalmente fuori controllo e può, di conseguenza, canalizzare gli eventi calcistici che si possono più agevolmente manipolare, trasformando l’incontro di calcio di una serie minore in un evento catalizzatore di scommesse dall’incomparabile budget finanziario; da quando si è diffuso questo fenomeno di scommesse illegali, il calcio dilettantistico ha praticamente smesso di svolgere la sua meritoria funzione di leva, trasformandosi di fatto in uno strumento di capitalizzazione dell’economia mafiosa internazionale e penalizzando fortemente la diffusione di una sana cultura e pratica sportiva, al punto che obiettivo dei presidenti non è più tanto quello di investire sul conseguimento di traguardi agonistici, quanto quello di strutturare un « capitale » funzionale a dinamiche di pura imprenditoria finanziaria; i bassi budget di partecipazione ai rispettivi campionati rendono le società sportive « minori » oggettivamente più esposte al ricatto ed ai condizionamenti della criminalità organizzata detentrice di ingenti risorse finanziarie”.

 

Alla base di tutto questo la richiesta fatta dai due parlamentari in cui chiedono l’intervento del Presidente del Consiglio.

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