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Valeggio sul Mincio (VR), dalla minoranza una mozione per contrastare il gioco d’azzardo

In: Politica

12 agosto 2015 - 16:56


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(Jamma) – Il Comune faccia qualcosa contro la diffusione e la pervasività del gioco d’azzardo perché Valeggio, dove vi sono sia sale gioco che parecchie decine gli esercizi con le slot, non diventi la Las Vegas dei disperati.

 

La proposta è arrivata dai consiglieri di minoranza Alessandro Gardoni e Gianluca Morandini, del gruppo «Cittadini per Valeggio», che, nell’ultimo consiglio comunale, hanno presentato una mozione per tutelare i cittadini dalla febbre da gioco sempre più legata alle slot machine e alle video lotterie telematiche (vlt). Gli estensori del documento ricordano che già nel 2012 il consiglio comunale aveva approvato una mozione concordata tra vari comuni per chiedere a governo e parlamento di assumere varie iniziative, senza aver ottenuto alcunché.I due consiglieri ribadiscono che «è compito d’una amministrazione comunale attenta fare tutto quanto è nelle sue possibilità onde prevenire il gioco patologico», sia attraverso iniziative d’informazione e educazione a un diverso utilizzo del tempo libero, sia contenendo «i rischi connessi alla moltiplicazione delle offerte».

 

L’attuale crisi economica rende ancora più devastante il fenomeno perché l’illusione di risolvere tutto con una vincita si trasforma sempre in un ulteriore problema per chi è affetto da ludopatia e per la sua famiglia. Ne conseguono i risvolti legati alla «tutela dell’ordine pubblico, alla sicurezza urbana, alla salute e alla quiete della collettività». Per tutti questi motivi Gardoni e Morandini chiedono all’amministrazione comunale di «contrastare il fenomeno con iniziative preventive di formazione e informazione», di istituire una commissione comunale, in collaborazione col Servizio dipendenze (SerD) dell’Ulss 22, per mappare il fenomeno e proporre modi per limitarne la diffusione e, soprattutto, di adottare un regolamento. In questo regolamento si dovrebbero stabilire le distanze minime dai siti sensibili (quali scuole, chiese, case di riposo e biblioteche), gli orari, l’opportunità di tali esercizi in un contesto abitativo e in centro storico. In attesa della sua approvazione ulteriori concessioni dovrebbero essere sospese.

 

Nell’intervento in sala consiliare Morandini ha riconosciuto che in passato «il terreno dei regolamenti era scivoloso», evidenziando poi che ora i Comuni hanno nuovi appigli giuridici. «Nelle ultime sentenze», ha rilevato Morandini, «la giurisprudenza ha riconosciuto la legittimità di questi regolamenti. Un ulteriore rinforzo è arrivato dalla legge finanziaria regionale di quest’anno che all’articolo 6 predispone delle norme di contrasto al gioco d’azzardo patologico. I Comuni possono applicarla anche premiando gli esercizi che non utilizzano le slot machine. C’è anche la sentenza 220 del 2014 della Corte Costituzionale che invita a definire distanze e orari». Concorde l’assessore al Sociale, Marco Dal Forno, che ha accolto la mozione e ha affermato: «Ora abbiamo più strumenti, ad iniziare dalla legge regionale di stabilità, per regolamentare a livello comunale. La stessa legge permette finalmente ai SerD d’occuparsi delle ludopatie. A livello di Ulss c’era stato un tentativo di stilare un regolamento ma s’era fermato davanti alle richieste di risarcimento milionarie da parte dei gestori di sale gioco nei riguardi di alcuni Comuni».

 

Poi Dal Forno ha aggiunto: «Per contrastare la ludopatia funzionano i gruppi di mutuo aiuto, gestiti dal SerD e dall’Associazione Self Help di Verona, che si occupa anche di questa patologia, mentre si fa più fatica a coinvolgere le persone con incontri pubblici. Ora cercheremo di regolamentare, di fare rete con altri soggetti, come le parrocchie e di intervenire sulla tassazione per disincentivare gli esercizi che hanno le slot. In fondo in sala giochi uno sceglie di andarci mentre al bar uno va per altri motivi e se le trova lì. Certo, gli esercenti mi confidano che con le macchinette loro ci pagano l’affitto».Un altro passo per superare l’inerzia degli ultimi anni potrebbe essere quello di aderire al coordinamento dei Comuni «No slot» che l’anno scorso avevano raccolto firme per una nuova legge sul gioco d’azzardo.

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