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Valdegamberi: “Ludopatia, chi in Regione Veneto non vuole che venga regolamentato il gioco d’azzardo?”

In: Politica

30 ottobre 2014 - 10:14


Stefano_Valdegamberi

(Jamma) “Già cinque anni fa avevo presentato una prima proposta di legge volta a regolamentare il gioco d’azzardo. Poi ne ho presentato una seconda. Infine ho deciso anche di arrivare a stendere una proposta univoca, creando un unico progetto di legge con quelli presentati da altri consiglieri. Di fatto però non è accaduto nulla”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “A questo punto mi chiedo chi sia a non volere che si regolamenti una volta per tutte un tema . L’impressione, infatti, è che ogni volta che c’è da discutere una legge riguardante il gioco d’azzardo ci sia qualcuno che ha l’interesse a far si che non venga approvato. A questo punto si dica chi non vuole regolamentare questa materia”.

Antonino Pipitone (IDV) Claudio Sinigaglia (PDV), Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e Stefano Peraro (UDC), con la condivisione della Lega (il primo firmatario della proposta del Carroccio, Cristiano Corazzari non era presente, perché non più in Consiglio, ma ha sostenuto l’iniziativa) hanno indetto una conferenza stampa (l’avevano già fatto all’inizio di agosto) unendo le loro forze per lanciare un messaggio politico chiaro a Leonardo Padrin e Luca Zaia.

La richiesta di questo team politico trasversale è stata espressa da Pipitone e Peraro con queste parole: “il Consiglio deve approvare questa legge nel più breve tempo possibile. Abbiamo ancora i tempi utili per il processo di esame, istruttoria e approvazione: facciamo presto e non perdiamo l’occasione di dare alla regione una legge civile”. “Oggi abbiamo in mano una proposta in 14 articoli”, ha sottolineato Sinigaglia, “che prevede uno stanziamento annuo di 250mila euro e punta sul coinvolgimento del privato sociale, degli enti locali, delle scuole e delle Ulss. E’ una proposta che si basa su meccanismi di premialità per quegli esercizi commerciali che rifiutano le slot machine, e penalizzazione come deterrente per fermarne l’ulteriore diffusione”. Per Stefano Valdegamberi il rischio di rimanere senza legge è purtroppo concreto e preoccupante: “Ci troviamo in una di quelle situazioni in cui tutti i consiglieri si dichiarano teoricamente d’accordo, ma poi al lato pratico non si arriva fino in fondo al percorso legislativo, come se ci fossero degli interessi non evidenti da difendere da parte di qualcuno. In realtà ci troviamo di fronte a un settore che favorisce la microcriminalità e ingenera la cultura del guadagno facile e quindi la nostra speranza oggi, presentandoci tutti uniti, è che tutti i colleghi consiglieri prendano posizione per questa legge”. Adesso la Commissione presieduta da Leonardo Padrin ha ancora una volta in mano il timone: il testo unico è stato calendarizzato per domani. Si domanda Sinigaglia al termine della conferenza stampa: “La legge vedrà la luce – come già accaduto ad esempio in Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia – oppure rimarrà una pia speranza mentre i Sert, le forze dell’Ordine e gli psicanalisti del Veneto continueranno a registrare casi di tragedie e fallimenti di aziende provocati dalle malattie da gioco?” L’ultimo messaggio arriva da Cristiano Corazzari (Lega), primo firmatario della proposta della Lega Nord (oggi sindaco a Stienta, in provincia di Rovigo): “E’ davvero opportuno e urgente che la Regione Veneto porti a compimento questa norma di contrasto reale al gioco d’azzardo patologico e spero che il presidente della Quinta Commissione la faccia procedere senza indugi. E sono ovviamente lieto che il mio testo sia stato considerato da tutti come il testo base sul quale lavorare e dimostrazione di un atteggiamento positivo e bipartisan che si può mantenere quando si tratta di reali emergenze sociali”.

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