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Un odg del PD impegna il Governo ad approvare una nuova normativa per la gestione del Casinò di Campione

In: Casinò, Politica

7 agosto 2012 - 10:42


campione

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(Jamma) Approvare una nuova normativa per la gestione della Casa da gioco di Campione d’Italia. E’ la richiesta avanzata dagli onorevoli del PD Chiara Braga, Lucia Codurelli, Pier Paolo Baretta e Luciano Pizzetti in un ordine del giorno presentato questa mattina.

La Camera,
premesso che:
il comune di Campione d’Italia presenta una collocazione geografica peculiare, dal momento che esso si situa in territorio svizzero, facendo però amministrativamente parte della Provincia di Como e quindi della Repubblica italiana;
ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente della 633 si specifica la natura Repubblica 26 ottobre, 1972, n. extra-territoriale del comune di Campione d’Italia, dal momento che ricade infatti in una zona considerata dalla Svizzera area doganale di riferimento della Confederazione elvetica, e in virtù di questo, la valuta utilizzata dai suoi abitanti è il franco svizzero; questo fa si che, in considerazione della non appartenenza della Confederazione elvetica all’Unione europea, esso si trovi in territorio extra-comunitario;
tale peculiarità geo-economica di essere exclave italiana in territorio svizzero ha indotto il Governo fin dal 1933 con RDL 201 ad autorizzare, l’apertura di una Casa da gioco per consentire il n. finanziamento del bilancio comunale. Il Comune infatti con la quota di proventi di sua spettanza può dare copertura finanziaria alle particolari misure a favore dei suoi cittadini ed alle esigenze di sviluppo del paese richieste dalla sua interclusione territoriale e, pertanto, l’esercizio del Casinò rappresenta elemento insostituibile di garanzia degli equilibri socio-economici della comunità campionese e, per ciò stesso, della conservazione delle condizioni di serena e pacifica convivenza, per cui l’adeguatezza dei mezzi finanziari per fronteggiare una situazione del tutto particolare non può essere confrontata – in ambito nazionale – con altre realtà similari per entità demografica od estensione territoriale;
accertato che:
la società di gestione della Casa da gioco campionese (al cui capitale sociale attualmente partecipano i seguenti soggetti: 46 per cento il comune di Campione d’Italia, 20 per cento la provincia di Como, 10 per cento la provincia di Lecco, 14 per cento la CCIAA di Como e 10 per cento la CCIAA di Lecco), sta vivendo una difficilissima situazione economica provocata dal deterioramento del rapporto di cambio tra euro e franco svizzero, dalle decisioni adottate dal legislatore in materia di concessioni di nuovi giochi legalizzati sul territorio italiano che hanno comportato una forte diminuzione degli introiti di gioco e dalla concorrenza dei 3 Casinò svizzeri (Mendrisio, Lugano e Locarno) situati in un raggio di pochi chilometri che attingono dallo stesso bacino di clientela italiana e nelle cui sale da gioco non vigono le restrittive disposizioni italiane in materia di identificazione e verifica dell’identità di ogni cliente che acquisti o cambi fiches di importo pari o superiore a 1000 euro;
è infatti notorio che i frequentatori delle sale del Casinò di Campione d’Italia, dove il gioco avviene in franchi svizzeri, sono per la stragrande maggioranza portatori di valuta in euro, mentre i costi di gestione sostenuti dalla società (personale, fornitori, acquisti di beni e servizi, contributo ex lege in franchi svizzeri al bilancio del Comune) sono regolati in franchi svizzeri, moneta circolante da sempre sul territorio campione se ed utilizzata per le transazioni economiche in considerazione della particolare situazione di exclave italiana completamente circondata dal territorio della Confederazione elvetica;
atteso che:
in data 11 giugno 2012 il sindaco di Campione d’Italia ha convocato una riunione di tutti i parlamentari delle province di Como e Lecco ai quali è stata rappresentata la gravissima situazione della Casa da gioco che si ripercuoterà sui livelli occupazionali dell’azienda presso cui trovano lavoro circa 300 persone residenti nelle province vicine;
considerato che:
il Consiglio di Amministrazione della Casa da gioco in data 23 luglio 2012 ha proclamato lo stato di crisi dell’azienda prevedendo un esubero di 210 lavoratori (su 563 dipendenti al 30 giugno 2012) le cui conseguenze si ripercuoteranno sulle famiglie che vivono sul territorio dell’exclave o nei viciniori comuni ticinesi o nelle province di Como, Lecco nonché di Varese;
tale decisione ha generato in quella comunità un clima di forte allarme in considerazione del fatto che per i dipendenti della Casa da gioco non è prevista alcuna forma di cassa integrazione e le possibilità per i residenti in Campione d’Italia di un ricollocamento occupazionale nel Canton Ticino (Svizzera) sono pressoché inesistenti;
preso atto che:
l’Amministrazione Comunale di Campione d’Italia è altresì fortemente preoccupata anche per le conseguenze che ricadranno sul bilancio dell’Ente la cui fonte di entrata è costituita per l’80 per cento dalla quota di proventi gioco di spettanza, stabilita dall’articolo 31, comma 37, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
constatato che:
dal tavolo tecnico degli attuali soci del Casinò di Campione d’Italia istituito presso la Prefettura di Como è emersa una scelta da tutti condivisa e cioè che anche per la Casa da gioco campionese, in analogia alle vigenti gestioni dei Casinò di Venezia, Sanremo e Saint Vincent, sia opportuno che esista una più diretta e completa assunzione di responsabilità gestionale da parte dell’Ente locale titolare dell’autorizzazione all’esercizio del gioco d’azzardo;
ritenuto che:
da parte delle province di Como, Lecco e Varese, è stata inoltre caldeggiata una nuova proposta di riparto dei proventi che garantisse loro ed al Ministero dell’interno, una quota di proventi certa sulla quale poter fare affidamento per le esigenze pubbliche ed economiche delle rispettive aree di competenza;
accertato che:
da tempo tale bozza di nuova normativa è stata inviata dal Prefetto di Como al Ministero dell’interno per le valutazioni e i successivi atti di competenza del Parlamento;
visto che:
nel frattempo le CCIAA di Como e di Lecco hanno attivato una procedura di cessione della loro partecipazione detenuta nella società di gestione del Casinò di Campione d’Italia, il Consiglio Provinciale di Lecco ha approvato all’unanimità un odg nel quale si chiede di uscire al più presto dalla compagine societaria della Casa da gioco e tale orientamento è stato espresso in più occasioni anche dalla Provincia di Como;
accertato che:
il Comune di Campione d’Italia, titolare della licenza per l’esercizio del gioco d’azzardo ha manifestato formalmente, unico tra i soci, entro i termini stabiliti, la disponibilità ad acquisire le altre partecipazioni azionarie ed ha più volte chiaramente espresso la volontà di diventare socio unico onde poter effettuare operazioni di patrimonializzazione della società di gestione, non altrimenti possibile con l’attuale assetto societario, e così poter dare alla società di gestione la continuità aziendale richiesta dalla società di revisione nominata dal Ministero dell’interno e salvare conseguentemente il più elevato numero possibile di posti di lavoro attualmente dichiarati in esubero;
tutto ciò premesso,

impegna il Governo

ad approvare in tempi brevi in accordo con l’Amministrazione Comunale campionese, una nuova normativa per la gestione della Casa da gioco di Campione d’Italia tenendo conto del documento e delle decisioni raccomandate da tutti i soci presso la Prefettura di Como.

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