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UK, GBGA lancia una seconda sfida legale contro la nuova legge sul gioco d’azzardo

In: Diritto, Politica

22 ottobre 2014 - 13:24


londra

(Jamma) – La Gibraltar Betting and Gaming Association (GBGA) ha lanciato una seconda sfida legale contro la UK Gambling Commission sul nuovo Gambling (Licenze e Pubblicità) Act 2014.

 

Recentemente l’Alta Corte Britannica ha respinto un appello della GBGA che è stato lanciato nel mese di agosto. Nella contesa, la GBGA ha spiegato che il nuovo regime, così come la guida e le politiche della Gambling Commission britannica, non sono conformi al diritto comunitario.

 

L’organizzazione ha spiegato di aver fatto reclamo contro questa regolamentazione “perché si tratta di un illegittimo, sproporzionato, interferente e irrazionale atto discriminatorio verso il diritto alla libera circolazione dei servizi garantita dall’articolo 56 TFUE”.

 

L’azione legale, anche se non ha avuto successo, ha comunque ritardato l’attuazione dei regolamenti di un mese, il primo novembre. La GBGA ha ora lanciato una nuova sfida legale, sostenendo che la tassa “Point of Consumption” violi l’articolo 56 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), in quanto limita la libera circolazione dei servizi.

 

“La nostra posizione è più forte grazie alla sentenza sul nuovo regime di licenze”, ha detto il capo dell’esecutivo GBGA, Peter Howitt a TotallyGaming.com. “Justice Green ha dichiarato che la crescita dei ricavi non giustifica questa tassa ai sensi dell’articolo 56. Il fatto è che questo regime fiscale non ha scopo legittimo. Inoltre, la tassa è discriminatoria e il diritto europeo sostiene la nostra posizione”.

 

“La posizione del Tesoro è sbagliata; questa non è una questione di tributi interni progettati esclusivamente per aumentare le entrate. Il governo dice che questa tassa assicura il ‘rispetto della sovranità fiscale’ ed è essenziale per la ‘coerenza dell’autorità sulle tasse del Regno Unito’. Per noi questo significa che il loro vero obiettivo è quello di garantire che gli operatori del Regno Unito, in questo mercato, siano favoriti, a scapito del diritto e degli operatori responsabili al di fuori del Regno Unito. Dato il rischio per i consumatori, abbiamo chiesto un’udienza accelerata”.

 

Howitt ha anche individuato degli aspetti della nuova normativa che a suo dire portano svantaggi per alcuni operatori nel rivaleggiare con le altre aziende. “Le sfide in materia di tassazione sono il mezzo migliore per proteggere i consumatori” ha aggiunto Howitt. “Gli operatori stranieri responsabili avrebbero sofferto la doppia imposizione, mettendoli in condizioni di svantaggio commerciale, non solo per gli operatori del Regno Unito, ma in particolare per gli operatori disonesti verso i quali la Gambling Commission non ha la capacità di far rispettare le regole”.

 

Se gli operatori stranieri responsabili sono costretti ad alzare i prezzi, è inevitabile che molti consumatori si rivolgeranno a società senza regolamentazione o con costi più bassi. Diversi operatori lavoreranno fuori legge ed i consumatori dovranno affrontare maggiori rischi di frode, mancati pagamenti e l’abuso del Regno Unito. “Questo è un caso di rilevanza costituzionale senza precedenti per quel che riguarda il suo impatto sulla prestazione di servizi tra Stati membri. Questa tassa è una restrizione delle prestazioni di servizi. Non ci sono precedenti equivalenti per il governo del Regno Unito, che cerca soggetti fiscali all’estero per quanto riguarda la prestazione di servizi nel Regno Unito senza cercare un’armonizzazione attraverso l’UE. Questa posizione sulla tassa non è nell’interesse nazionale del Regno Unito. C’è inquietudine in ambito europeo su questa tassa e nella città di Londra, centro finanziario del Regno Unito, perchè si tratta di una tassa contraddittoria sul settore del gioco d’azzardo che indebolisce la posizione del Paese nell’ambito dell’FTT”.

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