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Truffe online e pubblicità al gioco d’azzardo usati come esca: Meta (facebook) rafforza i controlli contro le reti criminali sui social

Meta rafforza la lotta alle truffe online e punta anche sui contenuti legati al gioco d’azzardo. Il gruppo ha annunciato nuovi strumenti tecnologici, partnership con le autorità e una serie di interventi mirati a contrastare le reti criminali che sfruttano le piattaforme social per promuovere frodi, incluse quelle che utilizzano contenuti legati al gambling per attirare gli utenti.

Secondo quanto comunicato dalla società, nel solo 2025 sono stati rimossi oltre 159 milioni di annunci fraudolenti che violavano le politiche della piattaforma. Nello stesso periodo sono stati eliminati anche 10,9 milioni di account su Facebook e Instagram collegati a centri organizzati di truffe online. Si tratta di numeri che, secondo Meta, mostrano quanto il fenomeno sia ormai industrializzato e strutturato a livello globale.

Tra le attività individuate negli ultimi mesi figurano anche schemi fraudolenti che utilizzano il gioco d’azzardo come esca per attirare le vittime. In alcuni casi, reti di account falsi pubblicavano contenuti che promuovevano piattaforme di gioco o promettevano guadagni facili, spesso associando tali messaggi a identità fittizie o a profili creati per simulare relazioni personali con gli utenti.

Uno degli interventi più significativi ha riguardato un’operazione congiunta con le autorità internazionali che ha portato alla disattivazione di oltre 150 mila account collegati a reti di scam center. L’operazione, realizzata in collaborazione con forze di polizia di diversi Paesi, ha contribuito anche all’arresto di 21 persone da parte della polizia thailandese.

Parallelamente Meta ha smantellato una rete di oltre 15 mila account e pagine coinvolte in truffe sentimentali. In questo caso i truffatori utilizzavano identità femminili fittizie, presentandosi come giovani donne giapponesi alla ricerca di relazioni online. Alcuni di questi profili, oltre alle richieste di denaro, promuovevano anche contenuti collegati al gioco e a presunte opportunità di guadagno tramite piattaforme di gambling.

Un’altra indagine, condotta con le autorità di Nigeria e Regno Unito, ha portato allo smantellamento di un centro operativo di truffe nella città di Agbor. Secondo gli investigatori, il gruppo utilizzava account social falsi per impersonare trader di criptovalute e gestire gruppi online destinati a convincere le vittime a investire denaro.

Per contrastare queste attività, Meta sta investendo anche in sistemi avanzati di intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie permettono di analizzare contemporaneamente testi, immagini e contesto dei contenuti pubblicati, individuando modelli di comportamento sospetti e tentativi di impersonificazione di personaggi pubblici o marchi.

Una delle tecniche più diffuse tra i truffatori consiste infatti nell’utilizzare il volto di celebrità o personaggi noti per promuovere presunti sistemi di investimento o piattaforme di gioco. Grazie ai nuovi strumenti di analisi, l’azienda sostiene di poter individuare più rapidamente questi tentativi di impersonificazione e bloccarli prima che raggiungano un vasto pubblico.

Parallelamente stanno arrivando nuovi strumenti di protezione per gli utenti. Su Facebook sono in fase di test avvisi automatici quando si ricevono richieste di amicizia da account con comportamenti sospetti, mentre su WhatsApp verranno introdotti avvisi specifici per segnalare tentativi di collegamento del proprio account a dispositivi non autorizzati, una tecnica spesso utilizzata nelle frodi online.

Anche Messenger sarà dotato di nuovi sistemi di rilevamento automatico delle truffe nelle conversazioni con contatti sconosciuti. Se il sistema individua schemi tipici delle frodi, l’utente riceverà un avviso con informazioni sui rischi e suggerimenti su come bloccare o segnalare l’account sospetto.

Un altro pilastro della strategia riguarda la verifica degli inserzionisti. Meta prevede di estendere progressivamente le procedure di verifica dell’identità degli advertiser, con l’obiettivo che entro il 2026 il 90 per cento dei ricavi pubblicitari provenga da inserzionisti verificati. La misura riguarda soprattutto le categorie più esposte ad abusi, tra cui quelle legate a investimenti, criptovalute e gioco online.

Secondo l’azienda, la lotta alle truffe non può basarsi solo sulla rimozione dei contenuti. Per questo sono state avviate anche campagne di sensibilizzazione in diversi Paesi, realizzate in collaborazione con organizzazioni internazionali, autorità finanziarie e associazioni di tutela dei consumatori.

L’obiettivo è aiutare gli utenti a riconoscere i segnali tipici delle frodi online, comprese quelle che sfruttano il fascino del gioco d’azzardo o la promessa di guadagni rapidi. Meta sottolinea che i gruppi criminali operano sempre più spesso su più piattaforme contemporaneamente, utilizzando social network, app di messaggistica, siti di investimento e servizi di criptovalute.

Per questo, conclude la società, la risposta deve essere globale e coordinata, combinando tecnologia, cooperazione internazionale e maggiore consapevolezza da parte degli utenti.

Redazione Jamma
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