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Trento. Le nuove installazioni di slot e vlt a distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili

In: Apparecchi Intrattenimento, Cronache, Newslot, Politica, Videolottery

10 maggio 2012 - 09:41


slotdi

(Jamma) Si è conclusa ieri sera in consiglio comunale a Trento la discussione sul nuovo regolamento che stabilisce i criteri per l’installazione di nuovi sistemi di video lottery e new slot sul territorio comunale. Il testo, presentato in aula quindici giorni fa dall’assessore allo Sviluppo Economico Fabiano Condini, ha suscitato un ampio dibattito e per tale ragione il voto slitta a questa sera. Insieme al regolamento i consiglieri oggi voteranno anche due ordini del giorno collegati, uno della Lega Nord e uno dei gruppi di maggioranza, oltre a due emendamenti, uno del Pdl e uno di Pd, Upt, Patt, Udc e Giugni.

Intanto ieri sera dai banchi di maggioranza e di opposizione è stata manifestata, seppur con sfumature diverse, la condivisione della necessità di intervenire sulla regolamentazione del fenomeno per tutelare i soggetti più deboli, in particolare giovani e anziani, dal rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo.

Il nuovo regolamento, infatti, stabilisce che le nuove installazioni dovranno rispettare una distanza minima di 500 metri dai luoghi considerati sensibili, cioè istituti scolastici, residenze socio-sanitarie e luoghi ricreativi per giovani e anziani. Il documento risponde all’impegno chiesto dal consiglio comunale con un ordine del giorno approvato nel maggio dell’anno scorso, per contrastare e prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo e risponde ai nuovi criteri legislativi introdotti con l’ultima finanziaria provinciale, che di fatto dà ai comuni la possibilità di adottare provvedimenti per limitare o vietare la collocazione di apparecchi da gioco in un raggio inferiore ai 300 metri dai luoghi definiti sensibili. Proprio sull’estensione della distanza ha manifestato perplessità il capogruppo della Lega Nord Vittorio Bridi.

Le altre perplessità condivise da entrambi gli schieramenti sono state quelle relative alla tenuta della delibera di fronte a possibili ricorsi al Tar. Su questo punto l’assessore Condini ha rassicurato l’aula, dicendo che il testo si incardina nel quadro normativo provinciale e ne ha sottolineato la solidità.

Dalla maggioranza Eleonora Angeli e Luca Pisoni dell’Upt hanno rimarcato la necessità di intervenire proprio a tutela dei soggetti a rischio e hanno puntato il dito contro Stato e Provincia che, ricavando ingenti proventi da questa tipologia di giochi, hanno “abbandonato i comuni” di fronte alle conseguenze sociali. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere del Pdl Luca Trainotti che ha fatto appello alla necessità di assumere scelte, seppur non risolutive, per limitare le situazioni di disagio.

Sul fatto che il regolamento costituisca un primo importante passo, ma non la soluzione definitiva ha insistito anche Daniele Bornancin del Pd. Hanno definito il provvedimento poco efficace, invece, sia Claudio Cia della Civica per Trento che Marco Tomasi della Lega Nord. Apprezzamento per i contenuti è arrivata da Lucia Coppola dei Verdi, da Giovanna Giugni e Da Francesco Porta di Rifondazione comunista.

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