Il comparto del gioco pubblico continua a rappresentare una fonte significativa di entrate per la Regione autonoma Trentino-Alto Adige. Nel bilancio di previsione 2025 sono infatti iscritti complessivamente 50,5 milioni di euro provenienti dal settore dei giochi e delle scommesse, una cifra che conferma il peso fiscale di un comparto spesso al centro del dibattito politico e normativo. Nel dettaglio, il documento contabile prevede un gettito di 42 milioni di euro alla voce “Proventi da lotto, lotterie e altri giochi”, cui si aggiungono 8,5 milioni di euro derivanti dall’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse.
Il dato assume particolare rilievo se rapportato alle politiche adottate negli ultimi anni sul territorio. Trentino e Alto Adige sono infatti tra le realtà italiane che hanno introdotto le misure più rigorose per limitare la diffusione del gioco fisico, in particolar modo slot e videolotteries, facendo leva sulle competenze attribuite dall’autonomia speciale in materia di tutela della salute, pianificazione territoriale e disciplina delle attività economiche.
Lo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige, pur lasciando allo Stato la competenza esclusiva sull’organizzazione del gioco pubblico e sul sistema concessorio, riconosce infatti alle Province autonome ampi poteri legislativi e amministrativi in settori che incidono indirettamente sulla distribuzione dell’offerta di gioco. È proprio attraverso queste competenze che sono state introdotte norme particolarmente restrittive, come il distanziometro dai cosiddetti luoghi sensibili, le limitazioni agli orari di apertura delle sale e i vincoli all’installazione degli apparecchi da intrattenimento. Negli anni tali disposizioni hanno ridotto sensibilmente la presenza del gioco terrestre sul territorio e hanno dato origine a numerosi ricorsi davanti ai giudici amministrativi, chiamati più volte a pronunciarsi sul difficile equilibrio tra tutela della salute pubblica e libertà d’impresa. Nonostante queste limitazioni, il gettito fiscale derivante dal gioco continua a mantenersi consistente. Ciò è dovuto anche al particolare sistema finanziario previsto dallo Statuto di autonomia, che consente alla Regione e alle Province autonome di beneficiare di quote rilevanti del gettito erariale riscosso sul territorio. Tra queste rientrano anche le entrate derivanti dall’imposta unica sulle scommesse e dai proventi del Lotto, delle lotterie e degli altri giochi pubblici, comprese le slot.
Il bilancio 2025 evidenzia quindi una realtà che accompagna da tempo il dibattito sul settore: da un lato le istituzioni locali perseguono politiche di contenimento dell’offerta di gioco attraverso strumenti urbanistici e sanitari; dall’altro, il gioco pubblico continua a garantire un contributo economico non trascurabile alle finanze dell’autonomia speciale. La presenza di oltre 50 milioni di euro di entrate legate al comparto dimostra come il gioco pubblico, pur sottoposto a una regolamentazione sempre più restrittiva a livello locale, continui a rappresentare una componente stabile del sistema tributario. Un elemento destinato a rimanere centrale anche nel confronto sulla futura riforma nazionale del gioco fisico, chiamata a definire il rapporto tra competenze statali e potestà regolatorie degli enti territoriali, comprese le autonomie speciali.







