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Totaro (FdI-AN): ‘Padoan, non ritiene opportuno assumere iniziative affinché tra la società Sisal e gli esercenti non esistano clausole che penalizzano la libertà di recesso?’

In: Politica

9 maggio 2014 - 10:51


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(Jamma) In un’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze, l’onorevole di FdI Achille Totaro chiede di sapere se il ministro interrogato sia a conoscenza del fatto che, secondo quanto previsto dal contratto per il servizio di comodato e connessione degli apparecchi di gioco, la società Sisal Entertainment spa, nel caso di esercizio di recesso, “si riserva di chiedere una somma a titolo di rimborso per le spese amministrative, di installazione e di riallocazione pari a euro seimila per ogni apparecchio di gioco installato presso l’esercizio” e se non intenda assumere le opportune iniziative affinché nei contratti stipulati tra società concessionaria del gioco ed i singoli esercenti non siano previste clausole che penalizzino la loro libertà di recesso.

 

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

“Premesso che:

il 20 marzo 2013 la società « Sisal Entertainment spa » ha sottoscritto la Convenzione di concessione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli per l’affidamento in concessione della realizzazione e conduzione della rete telematica del gioco lecito mediante apparecchi da divertimento ed intrattenimento previsti dall’articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;

in forza di tale concessione la « Sisal Entertainment spa » garantisce il collegamento di oltre 40.000 apparecchi da intrattenimento alla rete telematica dei monopoli di Stato, dei quali circa 15.000 sono di proprietà della stessa società;

ai fini dell’installazione e gestione degli apparecchi da gioco presso singoli esercenti commerciali, la società « Sisal Entertainment spa » stipula con essi un contratto per il servizio di comodato e connessione degli apparecchi di gioco;

nel contratto, al punto che disciplina le modalità di recesso, è previsto che nel caso di esercizio di recesso da parte dell’esercente « il concessionario si riserva di chiedere una somma a titolo di rimborso per le spese amministrative, di installazione e di riallocazione pari a euro seimila per ogni apparecchio di gioco installato presso l’esercizio »;

tale previsione costituisce secondo l’interrogante un evidente ed ingiustificato aggravio economico in danno di quegli esercenti che decidano di avvalersi della facoltà di recesso, sostanzialmente costringendoli a mantenere gli apparecchi da gioco precedentemente installati presso il proprio esercizio commerciale;

nel nostro Paese sta drammaticamente aumentando il numero delle persone affette dalla sindrome del gioco d’azzardo patologico, che determina conseguenze drammatiche sulla loro vita e su quella dei loro familiari;

l’attenzione che si sta dedicando al fenomeno, anche attraverso provvedimenti normativi, procede di pari passo con una forte sensibilizzazione sul tema;

anche in considerazione di questa nuova consapevolezza molti esercenti decidono di far rimuovere gli apparecchi da gioco installati nei propri locali ma si vedono poi, di fatto, preclusa questa possibilità a causa delle elevate spese per il recesso dal contratto di comodato e connessione con il concessionario dei giochi –:

se sia informato di quanto esposto in premessa, e se non intenda assumere le opportune iniziative affinché nei contratti stipulati tra società concessionaria del gioco ed i singoli esercenti non siano previste clausole che penalizzino la loro libertà di recesso”.

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