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Toscana. I giudici contabili su legge regionale anti-slot : “Poca chiarezza su contributi ai locali anti-slot”

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

29 gennaio 2015 - 11:01


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(Jamma) Apprezzate dall’opinione pubblica, adottare con entusiasmo dai politici locali come valido strumento per l’acquisizione di consensi, le norme anti-slot che promettono ricompense e premi agli esercenti che dichiarano di rinunciare alle slot non sono mai stati impugnate dal Governo che evidentemente ritiene sia una scelta sin troppo impopolare. Così le Regioni continuano a sfornare norme spesso concepite male, con evidenti errori di valutazione anteponendo l’interesse a garantirsi un consenso piuttosto che la volontà di garantire ai cittadini il rispetto delle norme e un reale benessere. Sull’efficacia di certe norme, sui possibile effetti si è molto parlato in queste pagine, e si continuerà a parlarne nella consapevolezza che certe posizioni, ovviamente, risultano ‘viziate’ dal fatto di essere, come si dice, parte ‘ emotivamente coinvolta’.

Quello che invece i governatori e i politici locali omettono di dire e di riferire nelle loro dettagliate relazione sui progetti di legge in materia di restrizioni alle slot e a tutti gli altri apparecchi da intrattenimento ( compresi videogiochi e similari) è che queste norme spesso risultino poco credibili a chi è proposto a valutarne la copertura economica.

Succede per esempio per la Corte dei Conti, proprio in coincidenza con l’emanazione del regolamento della Regione Toscana in materia di contrasto alla ludopatia, in attuazione ad una legge del 2013, abbia ‘allertato’ la Regione solo poche settimane fa circa il fatto che quella legge destava qualche perplessità proprio sulle coperture e gli oneri legati all’attuazione degli interventi. Ma ovviamente di questo non si parla, e si va avanti perché tanto nessuno chiederà conto ‘dei costi’ di certe scelte e soprattutto dei risultati effettivi.
Tornando alla legge toscana va detto i giudici contabili hanno evidenziato il fatto che la “normativa interviene sul settore dei giochi introducendo obblighi e divieti per disincentivare la diffusione delle scommesse e dei giochi d’azzardo”. La maggior parte degli articoli riguarda discipline di carattere generale, tuttavia, la previsione di contributi per i gestori che rimuovono gli apparecchi per il gioco avrebbe richiesto una definizione della spesa presumibile o, almeno, un tetto al totale delle contribuzioni. Le norme prevedono che la Regione conceda “contributi agli esercizi pubblici e commerciali e ai circoli privati che rimuovono dai locali gli apparecchi per il gioco lecito. Non mancano le forme di incentivazione ai progetti contro la ludopatia promossi nell’ambito del terzo settore aventi l’obiettivo di sostenere e favorire il reinserimento sociale di persone con problematiche e patologie legate al gioco e le rispettive famiglie, senza tuttavia prevedere alcuna quantificazione di oneri. La legge potrebbe comportare dei costi organizzativi, per quanto non facilmente quantificabili. Ad esempio, è prevista l’istituzione di un Osservatorio che, anche non avendo costi vivi data la gratuità della partecipazione dei membri (assessori regionali, rappresentanti di comuni, di associazioni di volontariato, delle ASL ed esperti in materia di ludopatia) potrebbe comportare una spesa di tipo logistico e di funzionamento della struttura. La stessa legge prevede l’adozione di un regolamento per la definizione dell’organizzazione dell’Osservatorio e per la definizione delle “modalità per la concessione dei contributi, inclusi i limiti di importo dei contributi stessi . Perplessità anche sulla scelta di rinviare alla normativa secondaria, anche per quanto attiene alla possibile quantificazione della spesa, perchè, non dimentichiamo, la previsione e quantificazione di nuove spese deve essere contenuta nella norma di fonte primaria che le stabilisce e non rinviata a fonti di rango secondario. La legge stabilisce infine un aumento dello 0,1 per cento dell’IRAP per gli esercizi commerciali che utilizzino apparecchiature per il gioco lecito. La norma, che potrebbe garantire una copertura alle spese previste, non sembra di facile applicazione nel concreto, visto che l’IRAP è un’imposta soggetta ad autoliquidazione.
Tutte queste osservazioni non sono comunque state minimamente considerate. Anzi. A dicembre il consiglio ha votato una modifica alla legge stessa che introduce il distanziomento. Illuminante il commento di Marco Taradash (Ncd): “La voterò ( la modifica alla legge regionale ndr) ma non serve a niente perchè mancano dati relativi a uso e abuso del gioco, ai cambiamenti intervenuti nel tempo, all’incidenza della ludopatia. Andiamo a modificare una legge senza sapere se questa abbia inciso e in quale misura”. Ed è proprio così. (mc)

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