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Tigullio (GE). Una proposta di legge per contrastare la diffusione della ludopatia

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

23 aprile 2012 - 09:34


genova

 

(Jamma) Disposizioni in materia di sale da gioco e di contrasto alla diffusione di patologie correlate al gioco d’azzardo è la proposta di legge di iniziativa del Gruppo Consiliare Pdl presentata per la prima volta proprio nel Tigullio (dove il gioco d’azzardo delle slot machine sta diffondendosi pericolosamente), dal relatore Gino Garibaldi.

Insieme a Garibaldi erano presenti il sindaco di Casarza Ligure Claudio Muzio, il capogruppo consiliare Giorgio Firenze, l’avvocato Silvio Boccalatte, consulente legale per la stesura della proposta e l’on. Michele Scandroglio che a livello parlamentare ha presentato una proposta di legge sul tema del gioco patologico. Una vera e propria crociata contro il gioco patologico ingaggiata dal Pdl regionale e in Parlamento a livello nazionale.

“La diffusione del gioco compulsivo – ha spiegato Gino Garibaldi – è un fattore sociale disgregante di allarmante gravità… Ciò impone di promuovere una legge capace di responsabilizzare ai diversi livelli tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti”.

La proposta è partita dal Sindaco di Casarza Ligure Claudio Muzio, che tramite una delibera del Consiglio Comunale proposta dal capogruppo Giorgio Firenze, ha invitato la Regione a regolamentare una materia di così alto impatto sociale. “Per questo – ha detto Garibaldi – il Gruppo Regionale del Pdl si è sentito in dovere di intervenire con questo progetto di legge. Teniamo a precisare che la gestione del gioco lecito è materia di giurisprudenza costituzionale, quindi di competenza statale. Le Regioni invece hanno il compito di legiferare in materia di politiche sociali. La rapida diffusione, su tutto il territorio nazionale, di sale da gioco o di scommesse, cosiddetti “giochi leciti” pone problemi che sfociano nella ormai riconosciuta ludopatia e nel grave disagio sociale”.

“Il nostro progetto di legge – ha continuato Garibaldi – vuole affrontare una serie di situazioni che richiedono interventi di politica sociale, che appartiene alla competenza legislativa regionale. Una legge che intende proteggere i soggetti più deboli. In sostanza si vuole escludere la possibilità per i Sindaci di autorizzare l’esercizio di sale e di slot machine ove le stesse siano ubicate entro una distanza di 300 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, strutture operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, luoghi di culto, sportelli bancari, anche automatici, banchi dei pegni o altri esercizi, comunque denominati, che eroghino denaro”.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1 (Definizione e ambito di applicazione)

1. Ai fini della presente legge s’intende per sala da gioco, il luogo dove l’attività prevalente è l’esercizio del gioco lecito come disciplinato dagli art. 86, 88 e 110 del Regio Decreto 18giugno1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

2. La presente legge disciplina l’esercizio di sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico.

Art. 2 (Rilascio dell’autorizzazione)

1. L’esercizio di sale da gioco è soggetto all’autorizzazione del Sindaco nel rispetto delle norme di cui alla presente legge.

Art. 3 (Requisiti soggettivi)

1. L’autorizzazione può essere rilasciata a persone fisiche o organizzazioni in possesso dei diritti civili e politici. Per le organizzazioni il possesso dei diritti civili e politici è valutato in capo al legale rappresentante.

2. L’autorizzazione è comunque negata a coloro che abbiano riportato una condanna a reclusione non inferiore a tre anni per delitto non colposo e non abbiano ottenuto la riabilitazione, o siano sottoposti a misure di prevenzione, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza. L’autorizzazione è altresì negata a coloro che abbiano riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, o contro le persone se commessi con violenza, o per furto, truffa, ricettazione, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione, o per resistenza a pubblico ufficiale, per esercizio di gioco d’azzardo, nonché a coloro che siano stati dichiarati falliti.

3. Se, dopo il rilascio, sopravviene uno dei motivi ostativi previsti al comma 2 l’autorizzazione è revocata.

Art. 4 (Requisiti oggettivi)

1. L’autorizzazione non è concessa ove le sale da gioco siano ubicate entro una distanza di 300 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, strutture operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, luoghi di culto, sportelli bancari, anche automatici, banchi dei pegni o altri esercizi, comunque denominati, che eroghino denaro. La distanza di cui al presente comma è calcolata seguendo il percorso pedonale più breve misurato da soglia a soglia delle rispettive entrate principali.

2. L’autorizzazione è concessa per cinque anni e ne può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le attività già in essere, il termine di cinque anni decorre dalla entrata in vigore della presente legge.

3. Le limitazioni spaziali e temporali di cui al comma 1 sono inoltre estese ad ogni tipo di pubblico esercizio nel quale siano presenti apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del regio decreton. 773/1931.

4. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da giochi.

5. Gli esercenti delle sale da gioco controllano l’età dei clienti e impediscono l’accesso dei minorenni ai giochi loro vietati ai sensi delle leggi vigenti.

Art.5 (Sanzioni amministrative)

1. Fatta salva la responsabilità penale, ogni violazione delle disposizioni contenute nella presente legge è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 1.000,00 ad un massimo di euro 5.000,00. In caso di ulteriori violazioni, anche diverse dalle precedenti, si applica la sanzione accessoria della sospensione dell’autorizzazione per un periodo non superiore a trenta giorni, o, nei casi più gravi, della revoca dell’autorizzazione.

 

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