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Testo unico gioco. Rizzotti (Pdl), numerose perplessità sul ddl

In: Personaggi, Politica

5 luglio 2012 - 15:22


Rizzotti

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(Jamma) Sono diverse le puntualizzazioni presentate nella seduta di ieri in Commissione Igiene e Sanità dalla senatrice del Pdl Maria Rizzotti in merito al testo che raggruppa 6 ddl sul gioco presentati al Senato.

Anche se le parti di competenza della Commissione riguardano soprattutto gli articoli 2 e 3 ed in parte anche gli articoli 4, 5, 6 e 7, la senatrice ha colto l’occasione per suggerire alcune modifiche. Partendo dall’articolo 1 recante «Oggetto e finalità» per la senatrice “si potrebbe inserire il riferimento esplicito alla prevenzione e valutare l’opportunità di specificare che le misure si rivolgono anche ai familiari dei giocatori”.

Per quel che concerne le parti di competenza della Commissione, gli articoli 2 e 3 concernono la cura della ludopatia, ma l’onorevole “rileva fin da subito l’inappropriatezza del termine ludopatia, espressione non scientifica di un fenomeno che più propriamente occorre denominare Gioco d’azzardo Patologico (GAP)”. “Quest’ultima tiene a specificare la senatrice é la dizione internazionale universalmente recepita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e accettata dalla comunità scientifica nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) dell’American Psychiatric Association. “In sostanza – dichiara l’onorevole – si dovrebbe sostituire il termine ludopatia in tutte le disposizioni in cui compare”.

“L’articolo 3 prevede l’inserimento dei disturbi da ludopatia nell’ambito di applicazione dei livelli essenziali delle prestazioni: a tal fine esso stabilisce che, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro della salute, provveda a modificare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001 recante Definizione dei livelli essenziali di assistenza. Lo stesso articolo attribuisce ai presidi regionali convenzionati con i dipartimenti di salute mentale, in collaborazione con i servizi territoriali per le dipendenze, l’emissione delle certificazioni relative alle patologie da gioco”. A tal proposito la senatrice tiene ad evidenziare che “La procedura (di cui all’articolo 3, comma 3) per l’inserimento dei disturbi da gioco d’azzardo patologico nell’ambito di applicazione dei livelli essenziali di assistenza non contempla alcun ruolo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e del Ministero dell’economia e delle finanze. Reputa doveroso che la Commissione chieda di colmare questa lacuna”.

Per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per gli interventi di cura delle ludopatie, contemplate nell’articolo 4, la senatrice afferma che “Le risorse possono essere reperite anche in altro modo, ad esempio abbassando il payout o destinando una percentuale di tutte le entrate erariali, da ripartire tra concessionari, Stato e giocatori, alla prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico.

Gli articoli da 5 a 7 che sono dedicati alla prevenzione delle forme di dipendenza dal gioco e prevedono misure più stringenti per la tutela dei minori e dei soggetti più vulnerabili, la senatrice suggerisce  per di specificare che l’utilizzo di tessere per l’accesso ai giochi non esclude la responsabilità dei titolari degli esercizi pubblici.

Oltre al divieto di propaganda pubblicitaria, anche indiretta, di prodotti che inducano alla pratica del gioco, come previsto dai suddetti articoli, per la senatrice bisognerebbe attribuire funzioni di sorveglianza e di disciplina della pubblicità all’Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d’azzardo e ludopatia”.

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