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Terracina, Cgil: “Ludopatia e autorizzazione gestione sale giochi, quando un regolamento?”

In: Politica

8 gennaio 2015 - 10:45


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(Jamma) – “E’ passato inutilmente anche il 2014 e nulla è accaduto circa l’approvazione di un regolamento, chiesto da noi dello SPI/CGIL, che possa in qualche modo arginare il fenomeno della ludopatia e disciplinare la concessione delle autorizzazioni per la gestione delle sale giochi a Terracina”. Lo dichiara il segretario generale di SPI/CGIL Lega di Terracina-Fondi, Lino Bucci.

 

“Occorre prendere seriamente coscienza – prosegue la nota – che la dipendenza dal gioco d’azzardo è identica a quella delle sostanze stupefacenti però con una sola differenza : la prima è del tutto legale. Una malattia che travolge tutti dai giovani, ai meno giovani fino ad arrivare agli anziani con numeri che a dir poco sono allucinanti . Per capirne la portata si pensi che lo Stato per curare le persone affette da ludopatia, tra costi diretti ed indiretti,spende circa otto miliardi di Euro ossia l’intera somma incassata dal Prelievo Erariale Unico (PEU) di detti “giochi”. La cosa che maggiormente ci spaventa è che davanti a simili tragedie a volte dobbiamo rilevare un atteggiamento tollerante e distratto delle istituzioni nell’intervenire.

 

Noi dello SPI/CGIL Lega di Terracina-Fondi vorremmo che immediatamente la nostra Amministrazione, nella persona dell’Assessore ai Servizi Sociali, prendesse atto di quanto accade anche nella nostra città e che ci si dotasse di un regolamento che preveda sanzioni pesantissime nei confronti di coloro che non lo rispettano ed un sistema di premialità,magari con sgravi fiscali, per tutti quegli esercenti che non installino e/o dismettono le cosiddette macchinette mangia soldi.

 

Abbiamo più volte suggerito di prendere ad esempio quello approvato a Genova integrato con i provvedimenti di Milano e Firenze ma, per non andare molto lontano, si guardi con ammirazione al lavoro concreto svolto dal Comune di Formia che, sotto questo aspetto, è già in dirittura di arrivo dimostrando in questo modo un alto senso di responsabilità nella tutela della salute dei propri cittadini perché è di questo che parliamo.

 

Ci saremmo aspettati già l’anno scorso dalla nostra Amministrazione una serie di iniziative per diffondere la cultura della moderazione e dell’utilizzo consapevole del gioco d’azzardo per coloro che riteniamo le fasce di persone più a rischio ossia giovani ed anziani attraverso interventi nelle scuole e nei centri di aggregazione a Terracina ma, come tutti avranno avuto modo di notare, nulla di ciò è stato fatto. Si tenga conto che tantissimi nostri concittadini “ludopatici” ricorrono poi all’Azienda Speciale con aggravi di costi che un Comune dissestato come il nostro non può permettersi. Non riusciamo a capire la motivazione di tale immobilismo davanti a tragedie che si consumano giornalmente.

 

Ma qual è la nostra proposta? Stipulare un accordo di collaborazione l’Assessorato ai Servizi Sociali,Azienda Speciale, ASL,Associazioni di Volontariato e lo SPI/CGIL di Terracina in cui la “ludopatia” venga affrontata come problematica sanitaria e sociale. Potremmo essere,nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione condivisa, gli attori di un’informazione capillare visto che il nostro valore aggiunto è quello di ricevere giornalmente presso i nostri uffici centinaia di cittadini e che lo stesso potrebbe fungere anche da sportello informazioni ed indirizzi per eventuali cure.

 

Inoltre, nell’ambito di un patto intergenerazionale, riteniamo urgente recarsi nelle scuole con specialisti in materia quali professori,medici,giornalisti e forze dell’ordine per formare ed informare gli adolescenti su quella che ormai è definita la “nuova dipendenza” e far capire loro che la “ludopatia”,come tutte le altre droghe, riduce le persone in uno stato di prigionia e sottomissione cosa estremamente facile in un momento di crisi economica e di valori come quella che stiamo attraversando.

 

Ma quali sono i dati di Terracina? Perché è da questo che si potrà e si dovrà partire per un progetto degno di questo nome così come è stato fatto dal Comune di Formia laddove è stato svolto un screening minuzioso che ha prodotto i numeri esatti notevole delle sale giochi e delle macchinette mangia soldi.

 

Il Comune ai sensi dell’Art. 3 comma 2 del D.L. 267/2000 “ è l’Ente Locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”. Quindi rientra nei compiti dell’Amministrazione Comunale adottare provvedimenti che tutelino la salute pubblica nell’interesse collettivo, così come previsto anche all’art.118 della Costituzione, contribuendo fattivamente nel contrasto dei fenomeni connessi al gioco compulsivo.

 

Non c’è più tempo da perdere – conclude Bucci – siamo in netto ritardo e si rifletta sul fatto che per ogni giorno inutilmente trascorso aumentano i cittadini e le famiglie che si riducono sul lastrico”.

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