La Svizzera torna a interrogarsi sull’efficacia delle misure di tutela dei minori nel settore delle scommesse sportive. Al centro della vicenda c’è uno scontro tra l’autorità federale di vigilanza sul gioco, la Gespa, e i due concessionari monopolisti Swisslos e Loterie Romande, che si oppongono alla pubblicazione di un rapporto sui controlli effettuati per verificare il rispetto del divieto di gioco ai minori.
L’indagine della Gespa si è basata su test condotti con la partecipazione di minorenni, autorizzati a tentare di piazzare scommesse presso punti vendita, terminali automatici e piattaforme online. L’obiettivo era verificare se i sistemi di identificazione e di controllo dell’età fossero realmente efficaci, seguendo una metodologia simile a quella utilizzata per i controlli sull’acquisto di alcol e tabacco.
L’11 giugno l’autorità ha deciso di rendere pubblico il rapporto, ma Swisslos e Loterie Romande hanno contestato la scelta, sostenendo che il problema non riguardi tanto il contenuto dell’indagine quanto il diritto della Gespa di diffondere informazioni raccolte nell’ambito delle proprie attività di vigilanza. Swisslos ha annunciato di valutare un ricorso davanti al tribunale intercantonale competente, mentre Loterie Romande non ha ancora chiarito se intraprenderà la stessa strada.
Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa svizzera, il rapporto evidenzierebbe criticità nei controlli sull’età, circostanza che spiegherebbe la resistenza dei concessionari alla pubblicazione dei risultati.
La questione assume particolare rilevanza in un momento di forte crescita del mercato delle scommesse sportive, alimentato anche dai grandi eventi calcistici internazionali. L’offerta si è ampliata con scommesse live e quote sempre più competitive, mentre il settore genera ormai ricavi per centinaia di milioni di franchi all’anno, con circa 100 milioni destinati annualmente ai Cantoni proprietari di Swisslos e Loterie Romande.
Gli esperti ricordano tuttavia che le scommesse sportive rappresentano una delle forme di gioco con maggiore rischio di dipendenza, soprattutto per i giovani uomini. Le puntate in tempo reale, disponibili 24 ore su 24 anche tramite smartphone, possono favorire comportamenti problematici e perdite elevate. Una ricerca della Commissione federale svizzera per le questioni legate alle dipendenze, pubblicata nel 2024, aveva già segnalato come molti minorenni riuscissero ad accedere alle scommesse attraverso applicazioni mobili, sottolineando la necessità di rafforzare le misure di protezione. Il rapporto della Gespa potrebbe ora chiarire se i sistemi di verifica dell’età adottati dagli operatori siano realmente in grado di impedire l’accesso ai giocatori minorenni.






