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Stabilità, la vicepresidenza Sapar: “Chi ha scritto il testo dell’emendamento non conosce il lavoro dei gestori”

In: Associazioni, Politica

15 dicembre 2014 - 18:57


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(Jamma) – “Chi ha scritto l’emendamento presentato dal governo non conosce affatto il settore degli apparecchi da intrattenimento: la figura del gestore è fondamentale per tutto il comparto giochi. E sarebbe inevitabile il dilagare del gioco illegale”. È unanime il commento dei Vicepresidenti dell’Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (Sapar), in merito alle nuove misure in materia di gioco contenute nella Legge di Stabilità.

 

Secondo Domenico Distante “chi ha scritto il testo di questo emendamento non conosce assolutamente la realtà del settore. Noi li invitiamo a constatare di persona il nostro lavoro, a vedere cosa facciamo ogni giorno, le problematiche che dobbiamo affrontare, i costi da sostenere. I gestori sono l’anello finale per garantire allo Stato le entrate economiche; un provvedimento del genere non porterà altro che il dilagare del gioco illegale”.

 

Critica la spiegazione di Paolo Dalla Pria: “Chi ha scritto questo testo non conosce il nostro lavoro. Come possono pensare che il gestore possa essere messo ai margini della filiera? Il nostro è un lavoro che comporta molti costi, subiamo furti, paghiamo molte tasse. Come potremmo mai pagare più di quanto guadagniamo? A questo punto era più favorevole la proposta del passaggio dal 74 al 70 per cento del payout”.

 

“Chi ha scritto questo testo non conosce la sua applicazione tecnica – spiega Luca Patoia-. Non è possibile accorciare la filiera e mettere il gestore a latere. Sono molto preoccupato perché se dovesse passare questo provvedimento si smonterebbe l’impalcatura del gioco legale, facendo riemergere il mercato illegale. Inoltre chi provvederebbe alla raccolta del denaro? Chi potrebbe relazionarsi con un esercente che magari ha difficoltà a pagare anche una semplice bolletta? Certamente non il concessionario. E poi verrebbe a mancare il gettito annuale di 18 miliardi di euro che avrebbe come unico risultato l’aumento delle tasse da parte dello Stato”.

 

Amara, infine, la riflessione di Massimo Roma: “Questo provvedimento è talmente distante dalla realtà dei gestori da sembrare quasi redatto da persone che non conoscono affatto il settore gioco. Se si pensa che il gestore non lavori o che la sua sia una professione trascurabile, dovrebbe vedere con i propri occhi come si svolge una giornata tipo di questi professionisti: assistenza tecnica, disponibilità continua, oneri economici dovuti anche ai numerosi furti degli apparecchi da gioco o delle vincite, oltre a dover stabilire relazioni molto delicate con gli esercenti. La situazione è talmente tragica da risultare incommentabile”.

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