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Stabilità e giochi. Quando la ragione sta nei numeri (e la verità nei documenti dei Monopoli)

In: Politica

26 ottobre 2015 - 14:55


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(Jamma) Una settimane di polemiche e di reciproci attacchi tra politici (e non solo) per capire quale sia lo spirito che ha animato le misure introdotte dal Governo nella Legge di Stabilità. Il clima sembrava essere ormai talmente incandescente da richiedere l’intervento del Premier Renzi con una rassicurazione circa il fatto che non si sarebbe arrivati ad un ampliamento del mercato delle scommesse. Un anticipo, secondo quanto ha confermato il sottosegretario Baretta, rispetto alla riduzione del numero delle slot che dovrebbe arrivare a breve.

Se una prima bozza della Stabilità prevedeva 22.000 concessioni di scommesse ( tra negozi e corner), oggi, a relazione tecnica approvata, abbiamo la conferma che saranno non più di 15.000, suddivisi fra 10.000 negozi e 5.000 “corner” (di cui solo 1.000 da installare in bar ed esercizi similari, in cui si effettua quale attività principale la somministrazione di alimenti e bevande).

E la magia è compiuta. La Stabilità 2016, secondo il governo, consentirà addirittura di ridurre il numero dei punti scommesse rispetto a quelli che oggi operano sul mercato.

Ma è davvero così? Secondo il Mef le concessioni ( ippiche e sportive) sarebbero in totale 17.000 ma a fornire il quadro reale della distribuzione della rete di vendita delle scommesse è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
E lo fa con uno strumento pubblico, consultabile da chiunque, che si chiama Libro Blu.

L’ultimo report, riferibile al 2014, riporta questi dati :

Gioco ippico : 3.584 punti di gioco e 2.233 negozi di gioco
Gioco sportivo: 4.572 punti di gioco, 1.421 negozi di gioco e 453 agenzie

Negli ultimi mesi a questi si sono aggiunti i 2.196 Centri Trasmissione Dati che hanno aderito alla sanatoria e che quindi potranno partecipare al nuovo bando.

In totale si tratta di poco più di 14.400 esercizi all’interno dei quali si può scommettere, vale a dire un numero quasi equivalente a quello previsto nella Stabilità 2016.

Se quindi il criterio per giudicare la politica del governo in materia di giochi sono le norme contenute nella Legge di Stabilità limitandoci a ‘conteggiare’ le concessioni messe a bando va da sé che il giudizio andrebbe sospeso. mc

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