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Spunta l’ipotesi di tasse più alte sulle vincite per finanziare la ricostruzione in Emilia

In: Politica

5 giugno 2012 - 09:44


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(Jamma) Spunta l’ipotesi di un prelievo fiscale extra sulle vincite dei giochi dei Monopoli di Stato per finanziare la ricostruzione delle zone dell’Emilia e della Lombardia colpite dal terremoto. Secondo i primi calcoli del governo, che potrebbe prendere delle decisioni in materia già domani al Consiglio dei Ministri, per gli interventi più urgenti servirebbero almeno 2-3 miliardi di euro. E l’aumento di due centesimi dell’accisa sui carburanti, già deciso, non riesce a garantire il gettito necessario.

L’aumento delle imposte sulla benzina, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, dovrebbe assicurare al massimo tra i 500 e i 600 milioni di euro. Così, nell’attesa di individuare altre fonti di finanziamento comprese quelle che possono derivare dalla spending review, e definire il contributo a fondo perduto che potrebbe essere concesso dall’Unione Europea, il governo ha cominciato a ragionare sulla possibilità di aumentare le tasse sulle vincite dei giochi. L’idea non è certo una novità. Già il ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, nel 1997 dispose l’utilizzo di una parte dei fondi ricavati dalla vendita dei biglietti della Lotteria Europa per finanziare la ricostruzione dopo il sisma che colpì Marche e Umbria nel 1997. E dopo il terremoto devastante dell’Abruzzo, l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, istituì una serie di lotterie istantanee, per recuperare fondi da destinare alla ricostruzione. In questo caso, però, il progetto del governo è leggermente differente. Non si tratterebbe di istituire nuovi giochi, ma di tassare di più le vincite (enormi) che gli italiani si portano a casa ogni anno. Nel solo 2011 la spesa per i giochi di Stato è cresciuta del 30%, lievitando da 60 a 80 miliardi di euro. Di questi, 9 sono stati incassati dall’erario sotto forma di imposte, altri 9 sono finiti nelle casse dell’intera filiera di aziende private che gestisce in appalto i giochi pubblici e ben 61 miliardi di euro sono tornati nelle tasche dei vincitori. Un malloppo enorme, cresciuto a dismisura negli anni, ed al riparo dalle mire del fisco, almeno fino a pochi mesi fa. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, è scattato il prelievo del 6% sulle vincite superiori ai 500 euro del Lotto, Superenalotto e lotterie istantanee, come Gratta e Vinci eWin for Life. Una misura decisa dal governo Berlusconi con il decreto dello scorso mese di agosto, alla quale il governo Monti ha dato piena applicazione, e che non sembra voler abbandonare. Sui meccanismi del nuovo intervento fiscale sono ancora in corso le verifiche e le valutazioni dei tecnici dell’Economia, cui fa capo l’agenzia dei Monopoli. La ritenuta del 6% sulle vincite oltre 500 euro dovrebbe produrre un gettito per l’erario, quest’anno, di circa 1 miliardo di euro. Per recuperare i primi fondi da destinare alla ricostruzione il governo sta considerando sia l’aumento dell’aliquota del 6%, sia la riduzione della soglia di franchigia, sia l’estensione della tassazione alle vincite di altri giochi. Lotteria Italia, bingo, casinò online, poker online e slot machine, per vari motivi non sono di fatto colpiti dal prelievo scattato il primo gennaio scorso (per le slot che in teoria possono dare vincite fino a 100 euro è di fatto impossibile). Restano esenti dalla nuova tassa anche le scommesse sportive, sulle quali l’imposizione si applica con un meccanismo legato al «pay-out» delle giocate, cioè alle vincite riconosciute ai giocatori che indovinano i pronostici. E quello delle scommesse sullo sport, specie il calcio, è un fenomeno che, considerati gli scandali a ripetizione di queste settimane, il governo Monti non avrebbe grandi difficoltà a colpire. Anche con un prelievo fiscale punitivo.

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