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Soppressione dei Monopoli di Stato. Callipo (Salfi): “La mannaia dei tagli indiscriminati si abbatte sul pubblico impiego”

In: Associazioni, Mercato, Politica

18 giugno 2012 - 10:48


callipo

(Jamma) Il Consiglio dei Ministri di venerdì ha emanato due decreti che riguardano la crescita ed il taglio dei costi dello Stato. In particolare con quest’ultimo, giunto fuori sacco in quanto non all’ordine del giorno, è stata prevista, tra l’altro, la soppressione dell’Agenzia del Territorio, con contestuale trasferimento di funzioni, compiti e personale all’Agenzia delle Entrate, e la soppressione dell’AMMS, Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato, con relativo trasferimento di funzioni e personale all’Agenzia delle Dogane.

“Questo è il primo “assaggio” del taglio dei costi dello Stato – commenta Sebastiano Callipo, Segretario generale del SALFI – i cui esiti saranno evidentemente correlati con le ulteriori disposizioni che saranno adottate con il prossimo decreto.

In pratica il Decreto del Ministero dell’Economia ed il DPCM devono interpretarsi come azione di riferimento per gli interventi su tutte le altre amministrazioni centrali.

Si parte dall’ipotesi di un taglio delle dotazioni organiche (non del personale in servizio) che resta ancora tutto da definire nelle sue modalità operative, mentre per la Presidenza del Consiglio e per il MEF, è stato già individuato il taglio della dotazione organica dei dirigenti nella misura del 20% e del ruolo dei funzionari, nella misura del 10%.

Ulteriormente, per la dirigenza dovrebbe esserci una “riparametrazione” delle retribuzioni, visto che nonostante il varo delle disposizioni sul tetto ai manager pubblici esistono ancora asimmetrie di trattamento tra diverse amministrazioni.

Quasi certa la stretta sui buoni pasto, con l’obiettivo di arrivare ad un importo unico per tutte le strutture e la drastica riduzione delle consulenze, per le quali dovrebbe sopravvivere alla scadenza dei contratti attualmente aperti solo il 20-25% degli stessi.

L’intervento non dovrebbe essere di tipo lineare, bensì dovrebbe razionalizzare gli apparati ministeriali, con l’obiettivo di riequilibrare il rapporto tra funzionari e dirigenti.

Per alleggerire le strutture dirigenziali è in corso di valutazione l’ipotesi di sospensione dalle attività del personale che ha compiuto 60 anni: a loro andrebbe una indennità dell’80% dello stipendio base (non dell’intero trattamento economico) fino alla pensione.

Le opzioni al vaglio sono diverse e prevedono anche la sospensione per i dirigenti giunti alla maturazione dei 42 anni di contribuzione (41 anni per le donne).

Di tutti questi interventi si discuterà lunedì in una riunione tecnica cui parteciperanno il Ministero dell’Economia, la Ragioneria Generale dello Stato ed il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Tra i nodi da sciogliere ci sarà quello degli strumenti per gestire gli eventuali esuberi, visto che, a data di oggi, nel pubblico impiego la messa in mobilità ha una durata massima di 24 mesi che potrebbe rivelarsi insufficiente per agganciare i nuovi requisiti previdenziali.

Ulteriormente, dovrà verificarsi, nel caso di sospensione dal servizio, se la contribuzione figurativa del dipendente sarà calcolata sullo stipendio originario oppure sul sussidio, come prevede la riforma del mercato del lavoro, in mancanza della norma di raccordo per il pubblico impiego.

Altri interventi sul personale, con l’esclusione del comparto Scuola e Sanità, riguardano la razionalizzazione degli enti territoriali, a partire dalle Province, per le quali il decreto “salva Italia” prevede il trasferimento delle funzioni alle Regioni e/o ai Comuni.

Le Confederazioni Sindacali hanno chiesto che i Ministri Giarda (Rapporti con il Parlamento) e Patroni Griffi (Pubblica Amministrazione) incontrino i Sindacati per un confronto immediato, alla luce degli impegni assunti con l’accordo del 3 maggio scorso proprio sulle relazioni sindacali nel pubblico impiego.

Appare evidente che sulla spending review è necessario un confronto 360° per evitare che continui ad abbattersi sul Pubblico impiego la “mannaia” dei tagli indiscriminati.

Nel contempo, – ha continuato Callipo – è “inaccettabile” che si sia cominciato dai Monopoli (in corso di trasformazione in agenzia) e dall’Agenzia del Territorio, strutture che in questi anni hanno avuto interventi di riqualificazione e modernizzazione e che avevano cominciato a dare concreti e positivi frutti in termini di operatività-funzionalità, efficienza ed economicità, mentre ampi settori dell’Amministrazione Pubblica da sempre viaggiano “sotto coperta” e devono ancora essere “toccati” da interventi di reingegnerizzazione.

E’ un prezzo ingiustificato e molto alto da pagare, anche per la scarsa o inesistente tutela da parte della politica rispetto ad un progetto, quello delle Agenzie Fiscali, che come detto in tante occasioni, “non ha più padri e madri”.

La nostra Federazione ha chiesto con forza alla CONFSAL di fare tutti gli opportuni interventi, di contro evidenziamo che reagiremo all’attacco subito a partire dall’incontro previsto per le Convenzioni che si prospetta, a questo punto, un incontro da “resa dei conti”.

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