Nel corso della seduta di mercoledì 27 maggio della Commissione Giustizia del Senato, dedicata all’esame del disegno di legge recante disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, sono stati respinti i subemendamenti 1.500/2 e 1.500/3 che proponevano di includere anche la ludopatia tra le dipendenze considerate ai fini dell’accesso alle misure alternative alla detenzione e alle strutture sanitarie dedicate.
Durante la discussione, la senatrice Lopreiato (M5S) ha annunciato il voto favorevole al subemendamento 1.500/2, sottolineando che la proposta mirava a estendere l’accesso alla misura alternativa alla detenzione anche ai soggetti ludopatici. La senatrice ha inoltre espresso rammarico per il parere contrario formulato dal relatore e dal Governo, evidenziando come il tema della ludopatia rappresenti una problematica che la Commissione Giustizia dovrebbe affrontare.
Il presidente della Commissione ha ricordato che, nel corso del dibattito, il sottosegretario Alfredo Mantovano aveva riconosciuto la necessità di intervenire anche rispetto alla dipendenza da gioco, precisando tuttavia l’opportunità di un provvedimento distinto, in considerazione della specificità della ludopatia rispetto alle altre forme di dipendenza contemplate dal disegno di legge.
Al termine della discussione, posti separatamente ai voti, i subemendamenti 1.500/2 e 1.500/3 sono stati respinti.
I due subemendamenti erano stati presentati nel corso della seduta del 19 maggio. Il subemendamento 1.500/2, a firma dei senatori Lopreiato e Scarpinato (M5S), proponeva di modificare l’emendamento 1.500 del Governo includendo la ludopatia tra le dipendenze considerate per l’accesso alle strutture sanitarie pubbliche o private accreditate.
Nel dettaglio, il testo – illustrato nella stessa seduta del 19 maggio dalla senatrice Lopreiato – prevedeva un finanziamento di 19.436.250 euro annui a decorrere dal 2026. Tali risorse erano destinate ad ampliare le opportunità di accesso dei detenuti (inclusi i ludopatici) alle strutture sanitarie, incrementare i posti disponibili e potenziare i servizi per le dipendenze negli istituti a custodia attenuata.
Contestualmente, il 19 maggio era stato presentato anche il subemendamento 1.500/3, a firma dei senatori Bazoli, Mirabelli, Rossomando e Verini (PD), che interveniva sul medesimo punto proponendo l’inserimento delle parole “o ludopatica” dopo “o alcoldipendente”.







