Due emendamenti che coinvolgono direttamente anche il settore del gioco sono stati presentati ieri in Commissione Giustizia del Senato nell’ambito dell’esame del ddl recante “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”.
Le proposte di modifica intervengono infatti sul testo per includere espressamente anche la ludopatia tra le condizioni considerate ai fini dell’accesso ai percorsi di recupero e alle misure previste dal provvedimento.
Il primo emendamento, il numero 1.8, è stato presentato dalla senatrice Ada Lopreiato (M5S) e punta a sostituire integralmente il comma 1 del ddl. La proposta prevede l’estensione delle opportunità di accesso dei detenuti “tossicodipendenti o alcoldipendenti o ludopatici” alle strutture sanitarie pubbliche o private accreditate, facendo riferimento al testo unico in materia di stupefacenti e dipendenze contenuto nel DPR 309 del 1990.
L’emendamento dispone inoltre un incremento del contingente annuo dei posti disponibili nelle strutture dedicate e il potenziamento dei servizi per le dipendenze negli istituti penitenziari a custodia attenuata, includendo esplicitamente anche i detenuti affetti da disturbo da gioco d’azzardo. Per queste finalità viene autorizzata una spesa massima di 19,436 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, coperta tramite riduzione del Fondo per esigenze indifferibili previsto dalla legge 190 del 2014.
Il secondo emendamento, il numero 1.11, è stato invece presentato dai senatori Alfredo Bazoli, Franco Mirabelli, Anna Rossomando e Walter Verini (PD). La modifica proposta è più circoscritta ma va nella stessa direzione: al comma 1 del nuovo articolo 94-ter, dopo le parole “o alcoldipendente”, viene chiesto di inserire l’espressione “o ludopatica”.
Entrambi gli emendamenti introducono quindi un esplicito riconoscimento della ludopatia all’interno del quadro normativo relativo ai percorsi alternativi alla detenzione e ai programmi di recupero, ampliando il perimetro delle misure dedicate alle dipendenze anche al disturbo da gioco d’azzardo patologico.







